giovedì 29 maggio 2008

Insalata di riso

L'insalata di riso è uno dei piatti estivi che adoro: leggero, colorato, gustoso e soprattutto molto, molto creativo, puoi cucinarlo in mille modi diversi, variare i vari ingredienti, calibrare i vari sapori. Quando la preparo, utilizzo sempre molte verdure fresche, crude, ovviamente di stagione, e cerco di limitare, o comunque di bilanciare, il contenuto di proteine.

INSALATA DI RISO
  • 160 g. di riso,
  • 80 g. di petto di pollo,
  • 50 g. di emmentaler,
  • 50 g. di formaggio dolce,
  • 60 g. di piselli sgranati,
  • 2 pomodori ramati,
  • 2 carote,
  • 2 cucchiai di olive Taggiasche,
  • 2 cucchiai di olive verdi greche "Kalamata"
  • 1 manciatina di capperi sottosale di Pantelleria,
  • una dozzina di foglie di basilico,
  • prezzemolo,
  • olio extravergine di oliva,
  • aceto bianco di vino,
  • sale, pepe nero e coriandolo.
Lessate il riso e una volta cotto passatelo sotto l'acqua fredda per arrestare la cottura, e conditelo con 1 cucchiaio d'olio; nel frattempo lessate il petto di pollo per circa 10 minuti, e i piselli per 8 minuti; tagliate a dadini i formaggi, dissalate i capperi, tritate a coltello il basilico e il prezzemolo, pelate le carote, private dei semi i pomodori e tagliate entrambi a dadini, tagliate a dadotti il petto di pollo.

In una ciotolina mettete il sale, il coriandolo e il pepe macinati, 2 cucchiai di aceto e 3 di olio, preparate una vinaigrette.

In una capace insalatiera assemblate i vari ingredienti, condite con la vinaigrette, mescolate delicatamente, fate riposare per circa 1 ora al fresco e servitela.


Come vino ho abbinato un bianco pugliese, il suo sapore fruttato e sapido compensava perfettamente la delicatezza dell'insalata.

martedì 27 maggio 2008

Fiori di zucca ripieni

I fiori di zucca sono una delle mie (tante) passioni, belli, bellissimi da vedere, e con tante proprietà: diuretici, ricchi di vitamine, leggeri. Quando è stagione li compro sempre, per deliziare la vista ed il palato. A Napoli, tradizionalmente, i fiori di zucca o 'ciurilli, vengono tassativamente preparati con la pastella, ora mi inerpico in un campo minato, le scuole di pensiero sono tante: pastella con l'uovo, pastella con acqua, farina e lievito, o pastella con acqua, farina e birra e potrei andare avanti all'infinito, o quasi.
Io, sempre alla ricerca di cose gustose, ma anche leggere, li faccio fritti una, due volte a stagione e per il resto sperimento cotture veloci, leggere e gustose.



Recentemente sono in piena fase creativa, e fra le varie cose ho preparato questa ricetta.

FIORI DI ZUCCA RIPIENI
  • 6 fiori di zucca grandi,
  • 2 patate medie,
  • 50 g. di piselli freschi,
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato,
  • 1 uovo,
  • olio extravergine di oliva,
  • noce moscata,
  • erbe aromatiche (prezzemolo, maggiorana, basilico).

    Lessate le patate, sbucciatele ed ancora calde schiacciatele con la forchetta, avendo l’accortenza di non far formare grumi, lessate in poca acqua i piselli, per circa 8 minuti, scolateli e uniteli alla purea di patate, schiacciate anche i piselli ed amalgamateli alle patate, tritate a coltello le erbe aromatiche ed aggiungetele alla purea di patate e piselli, unite il parmigiano, un filo d’olio, un pizzicone di noce moscata grattugiata, l’uovo, salate ed amalgamate bene i vari ingredienti fino ad ottenere un composto dalla consistenza cremosa e vellutata.
    Privati i fiori di zucca del pistillo e dei sepali esterni, lavateli ed asciugateli, farciteli col composto e disponeteli in una teglia leggermente unta d’olio, irrorateli con l’olio e infornateli a 180 – 200° per 15 minuti, e passateli al grill per 3 – 4 minuti.




    Il sapore dei fiori di zucca, si impone piacevolmente su quello delle patate e dei piselli freschi, ed accompagnati ad un pesce cotto al forno sono perfetti.

    Come vino abbiamo abbinato il Cinque Terre, la sua sapidità e la freschezza esaltava il sapore del pesce e dei fiori di zucca.

lunedì 26 maggio 2008

Insalata tiepida di cannellini e calamari

Il gambero rosso è una specie tipicamente mediterranea, diffusa prevalentemente in Sicilia e in Liguria; estremamente delicato, va consumato freschissimo, il suo sapore gustoso, leggermente dolce rende speciale e particolare qualunque tipo di preparazione.
L'insalata tiepida presentata, prevedeva gli scampi, ma quando al mercato ho visto i gamberi rossi ho optato per questo crostaceo, variando leggermente la ricetta, imparata al corso sul pesce della scuola de La Cucina Italiana.



INSALATA TIEPIDA DI CANNELLINI E CALAMARI
  • 400 g. di calamaretti,
  • 200 g. di fagioli cannellini lessati,
  • 8 gamberi rossi,
  • 1 manciata di olive taggiasche,
  • erbe aromatiche – prezzemolo, maggiorana, basilico,
  • olio extravergine di oliva,
  • 1 spicchio di aglio,
  • aceto,
  • sale e pepe bianco.
    Lavate i calamaretti e tagliateli ad anelli, lessateli in acqua bollente, leggermente salata, aromatizzata con le erbe aromatiche e lo spicchio d’aglio, per circa 10 – 15 minuti.
    Sgusciate i gamberi e privateli del budello, lavateli e lessateli per circa 3 minuti nell’acqua di cottura dei calamari.
    In una terrina disponete i fagioli, aggiungete i calamari, i gamberi, le olive, le erbe aromatiche tritate, salate, pepate e condite con olio e aceto bianco.
La ricetta originale non prevedeva le olive taggiasche, ma avendo utilizzato i gamberi rossi, in "omaggio alla Liguria" le ho aggiunte.


Come vino ho compensato la delicatezza dei calamari e dei gamberi con un Sauvignon del Friuli, sapido ed aromatico.

domenica 25 maggio 2008

Ciambella soffice


Il mio rapporto con i dolci è da sempre un pò controverso: solitamente non li mangio, e neanche li preparo, però ci sono alcune cose che nella loro semplicità le trovo buonissime e le cucino in tutte le varianti. Le ciambelle per esempio mi piacciono moltissimo, le trovo estremamente versatili e velocissime da preparare, inoltre per me rappresentano il dolce dell'ultimo minuto, e reperire gli ingredienti, anche senza avere la dispensa fornitissima è facile, zucchero, farina, uova ed olio sono sempre in casa, di lievito ne ho sempre una scorta, altrimenti il bicarbonato va benissimo; questa premessa per dire che qualche giorno fa avevo voglia di un dolce poco impegnativo e da mangiare con la marmellata di arance, e così ho preparato la ciambella.



CIAMBELLA SOFFICE

200 g. di farina,
100 g. di amido di frumento,
100 g. di olio extravergine di oliva,
160 g. di zucchero,
3 uova,
poco più di mezzo bicchiere di latte tiepido,
1 bustina di lievito per dolci,
zucchero a velo,
un pò di burro per ungere la teglia.

Montate gli albumi a neve fermissima, lavorate i tuorli con lo zucchero, aggiungete mano a mano, alternativamente la farina e l'amido di frumento precedentemente passate al setaccio e l'olio, unite delicatamente gli albumi montati, la bustina di lievito, il latte tiepido e mescolate bene, facendo attenzione a non far sgonfiare gli albumi. Versate il composto in una teglia precedentemente imburrata e spolverata di farina ed infornate nel forno già caldo a 180° per circa 40 minuti, fate intiepidire e sformate la ciambella su una griglia, quando è completamente raffreddata disponetela nel piatto di portata e cospargetela con lo zucchero a velo.


E' ottima abbinata alle confetture di frutta, e ad una buona tazza di tè; io ho abbinato un tè nero cinese, il Grand Keemun, che col suo sapore particolarmente affumicato ben equilibrava il sapore delicatamente dolce.

venerdì 23 maggio 2008

Minestrone di riso alle erbe fini

MINESTRONE ALLE ERBE FINI



I fagioli con l'occhio sono di origine mediterranea, coltivati fin dall'epoca dei romani, sono molto ricchi, come la maggior parte dei legumi, di fibre, proteine e ferro, inoltre sono molto versatili, adattandosi a molte preparazioni. Se si vuole un piatto completo da un punto di vista nutrizionale sono perfetti abbinati ai cereali, spesso li uso per preparare il minestrone, pietanza dalle mille ricette, dai mille sapori, e volendo, anche piatto di riciclo, utile per consumare verdura in eccesso, o per preparare un ottimo e saporito piatto unico.
Il minestrone che ho cucinato e' davvero molto semplice e veloce, adatto ad essere preparato anche in un giorno lavorativo quando si torna a casa in tardo pomeriggio e si vuole mangiare qualcosa di saporito e nutrizionalmete equilibrato. Basta ricordarsi di mettere in ammollo i fagioli la mattina, non me ne vogliano i consumatori dei legumi in scatola, ma non li uso mai, preferisco sempre i legumi secchi - quando è stagione, ovviamente, i freschi - sono più saporiti e anche nutrizionalmente più validi, inoltre i legumi in scatola sono ricchi di zuccheri e di additivi, quindi preferisco sempre utilizzare prodotti più genuini e quanto più naturali possibili.
Una volta a casa la prima cosa da fare è sciacquare i fagioli e porli in una pentola in acqua fredda e lessarli senza olio, ma soprattutto senza sale, altrimenti la buccia si indurisce, nel frattempo si preparano le verdure e mano a mano si aggiungono ai fagioli.

Minestrone alle erbe fini
  • 150 g. di riso padano,
  • 150 g. di fagioli con l'occhio,
  • 2 carote,
  • 2 - 3 patate a pasta gialla,
  • 1 cipolla dorata,
  • 5 - 6 pomodori ramati,
  • un mazzetto di erbe aromatiche (basilico, timo, maggiorana e prezzemolo),
  • 60 g. di parmigiano reggiano
  • olio extravergine di oliva,
  • sale & pepe.
Porre i fagioli, precedentemente ammollati, in una pentola con abbondante acqua fredda, quando inizia l'ebollizione incoperchiateli e diminuite la fiamma; nel frattempo lavate e mondate le verdure, tritate la cipolla, tagliate le carote e le patate a cubetti, tagliate i pomodori a metà, privateli dei semi e dell'acqua di vegetazione e tagliateli a dadini, tritate tutte le erbe. Unite ai fagioli in cottura metà de trito di cipolla e tutte le patate e le carote, aggiungete l'olio. Soffriggete il restante trito di cipolla, unite i pomodori e fate cucinare a fiamma allegra per 5 - 6 minuti, unite il sugo alla preparazione, e un terzo delle erbe tritate, salate, pepate e portate a cottura; se fosse necessario aggiungete poca acqua calda.
Tagliate una parte del parmigiano a dadotti e grattugiate il restante.
Unite alle verdure il riso, poco prima della cottura aggiungete la metà delle erbe tritate, i cubotti di formaggio, togliete la pentola dal fuoco, mescolate bene, fate riposare per pochi minuti.
Servite completando con le restanti erbe aromatiche e il parmigiano grattugiato, un filo d'olio, possibilemente ligure, e una spolverata di pepe nero, grattugiato al momento; in estate è ottimo tiepido, o anche a temperatura ambiente.
Come vino è perfetto l'abbinamento con un vino del Sud, come il Solopaca bianco, il suo retrogusto ben si armonizza con la freschezza delle verdure.

mercoledì 21 maggio 2008

Tortino di riso con formaggio di capra


In questi giorni a Milano sembra autunno, molta pioggia, il cielo nuvoloso, il sole che tenta timidamente di "uscire allo scoperto", la temperatura leggermente più bassa dei giorni scorsi, e quindi ho pensato che era proprio il momento adatto per cucinare un bel risotto. Lo so che il risotto non è necessariamente una pietanza invernale e che cucinato con le giuste verdure di stagione è magnifico anche in tarda primavera, ma io volevo il risotto ai carciofi e cucinare qualcosa al forno, tipo di cottura che mi piace molto, e così ho pensato al tortino di risotto con formaggio di capra.


Tortino di riso con formaggio di capra

  • 300 g. di riso Carnaroli,
  • 1/2 cipolla,
  • 4 carciofi,
  • 120 g. di formaggio di capra,
  • 1 l. di brodo vegetale,
  • 40 g. di parmigiano grattugiato,
  • prezzemolo tritato,
  • olio extravergine di oliva,
  • sale.
Affettate sottilmente i carciofi ed appassiteli con la cipolla e l'olio, unite il riso e fatelo tostare finchè diventa traslucido, salare e cuocere per curca 14 minuti bagnando mano a mano col brodo bollente, mantecare col parmigiano. Raffreddare il risotto allargandolo su un vassoio freddo. Con un coppa pasta liscio formare dei tortini di circa 12 - 14 cm di diametro ben compatti ed uniformi, e porli in una teglia leggermente unta, gratinare i tortini, leggermente spolverati di parmigiano e fuori dal forno adagiare su ognuno una fetta di formaggio di capra e lasciare sciogliere.
Talvolta, se voglio un risotto più leggero e "casalingo" elimino, come in questo caso il vino e manteco solo col parmigiano senza aggiungere il burro. I "puristi del risotto" storceranno il naso, ma io cerco sempre di cucinare cibi gustosi, appetitosi, ma anche "dietetici", leggeri, e poichè nella preparazione è già presente il parmigiano ed il formaggio di capra ho preferito limitare l'apporto di grasi e proteine.
Come vino ho abbinato un fresco rosato del Garda.

lunedì 19 maggio 2008

Ravioli ricotta e piselli

In questi giorni non sto cucinando molto, sono veramente presa da molte altre cose, a parte il lavoro, sto leggendo molto, l'altra mia grande passione.
Ho da poco finito "Io sono Charlotte Simmons" di Tom Wolfe, ed ora mi sto dedicando al romanzo "La signora Dalloway" di Virginia Woolf, scrittrice che amo moltissimo, della quale ho letto molto libri e che mi affascina molto anche a livello umano. Mi piace molto come parla della vita a Londra, dell'amore viscerale che ha per questa città, amore che trapela anche nei suoi libri: nel romanzo "Gli anni" Londra è continuamente descritta, così come anche nel libro "La signora Dalloway", certo, Londra non è proprio una protagonista dei suoi libri, come accade invece con Parigi nei libri di Balzac, altro scrittore per me importante e fondamentale. In tutta "La commedia umana" Parigi viene minuziosamente descritta al pari di un qualunque altro protagonista, ma Parigi non viene descritto come un luogo geografico, ma come un'autentica "creatura" pulsante di vita. Ma sto divagando, parlavo di Virginia Woolf, donna anticonvenzionale per antonomasia. All'inizio del secolo scorso sfidò l'opinione pubblica andando a vivere in un sobborgo di Londra povero e malfamato: Bloomsbury, da qui il nome della comunità di spiriti liberi e di menti eletti costituita oltre che dalla stessa Woolf da Forster, Keines, Leonard Woolf - che poi diventerà suo marito.

Il libro in questione è molto importante perchè la Woolf per rendere meglio la psicologia di Clarissa Dalloway spesso utilizza il monologo interiore, forma narrativa utilizzata da J. Joyce nel suo capolavoro "L'Ulisse".

Comunque tra una cosa e l'altra sono riuscita a ritagliarmi un pò di tempo per cucinare i ravioli ricotta e piselli.

Questa ricetta l'ho imparata al corso di cucina vegetariana, che ho seguito qualche tempo fa presso la scuola de La Cucina Italiana.
Visto che questo è proprio il periodo dei piselli ho pensato di realizzarla, seppure con qualche piccola variante.

Ravioli di piselli e ricotta di pecora
Ingredienti per 4

Per la pasta

  • 160 g. di farina 00,
  • 40 g. di semola di grano duro,
  • 2 uova.
Per il ripieno

  • 200 g. di piselli freschi sgusciati,
  • 100 g. di ricotta di pecora,
  • 1 scalogno,
  • maggiorana tritata,
  • olio extravergine di oliva,
  • sale.
Per il condimento

  • 5-6 pomodorini ciliegia,
  • 1 scalogno,
  • olio extravergine di oliva,
  • sale.
Miscelate le farine e impastatele con le uova, fate riposare la pasta per circa un'ora avvolta nella pellicola, questa operazione serve a rendere meno elastica la pasta.
Nel frattempo tritate finemente lo scalogno, fatelo rosolore nell'olio, unite i piselli, bagnate con poca acqua, salate e cuocete per circa 10 minuti, a fine cottura i oiselli devono risultare morbidi e l'acqua deve essere stata assorbita totalmente. Frullate e ricavate una purea asciutta. Fate raffreddare, mescolate la ricotta e la maggiorana.
Stendete la pasta e confezionate i ravioli utilizzando il ripieno.



Tritate finemente lo scalogno, fatelo rosolore nell'olio, unite i pomodorini tagliati a metà, salate e portate a cottura.
Cuocete i ravioli in abbondante acqua salata e condite col sugo di pomodoro fresco.
La dolcezza dei piselli si abbina perfettamente ad un bianco sapido come la Vernaccia.

domenica 18 maggio 2008

Panini milleforme

In questi giorni a Milano è tornata la pioggia; così invece di "piangere sul latte versato" o sarebbe più appropriato dire: pioggia versata" ho pensato che era il momento giusto di dedicarmi alla preparazione del pane.

Secondo me cucinare il pane è un profluvio di sensazioni, dove tutti i sensi sono allertati: il tatto per la preparazione dell'impasto e la fragranza del pane cotto, la vista esulta al pane appena sfornato, l'odore che sprigiona il pane durante la cottura....

Questa volta sono stata tentata da una serie di panini dalle varie forme, e seppure con piccole differenze, dai vari sapori.


La ricetta l'ho presa da Sale &Pepe maggio 2008


Panini milleforme


  • 500 g. di farina,
  • 25 g. di burro,
  • 20 g. di lievito di birra,
  • 2 tuorli,
  • 1 dl di latte,
  • 10 g. di zucchero,
  • 10 g. di sale,
  • acqua.

Impastate 200 g. di farina con 120 g. di acqua in cui avrete sciolto il lievito di birra e lo zucchero: lasciate lievitare la pasta per un'ora, poi mettetela in una terrina capiente, unite i 300 g. restanti di farina, il burro, il tuorlo, il latte e 3 - 4 cucchiai di acqua nel quale avrete sciolto il sale. Lavorate fino ad ottenere una pasta compatta che farete lievitare per un'altra ora.

Dividete la pasta lievitata in tre parti. Ricavate da una parte (tenete coperte le altre) tante palline della dimensione di una piccola prugna; disponetele su una larga placca imburrata, avvicinandole a tre a tre e facendole leggermente aderire. Coprite con un canovaccio e tenetele in attesa in un luogo tiepido.

Dividete a pezzi un'altra parte di pasta lievitata e arrotolateli sulla spianatoia infarinata formando dei bastoncini lunghi 25 - 30 cm; annodateli come nastri, senza stringere troppo, e sistemate anche questi sulla placca; copriteli e lasciateli in attesa.




Mescolate all'ultima porzione di pasta una manciata di olive tritate, spianatela allo spessore di circa un cm, ritagliate dei triangoli isosceli e arrotolateli dalla base, arcuandoli leggermente. Sistemateli sulla placca.


Spennellate i panini con un tuorlo e cospargete i trifogli con semi di papavero e i nodi con grani di sale. Infornate a 175° per 15 - 20 minuti.

Dopo averli sfornati lasciateli riposare sulla griglia del forno finchè sarà evaporata tutta l'umidità.



Sono ottimi anche per accompagnare, o per presentare un antipasto, nella foto ad un antipasto di formaggi francesi e prosciutti affumicati, ho abbinato i cornetti alle olive con una quenelle di piselli freschi, stufati velocemente con lo scalogno tritato, frullati e lavorati con ricotta di pecora e maggiorana.

Come vino un fresco ed aromatico Vermentino.

giovedì 15 maggio 2008

Penne con pomodorini, zucchine novelle e pinoli

I primi piatti sono la mia grande passione, adoro sia cucinarli che mangiarli, mi piace dedicarmi ai piatti della tradizione: gnocchi, lasagne, risotti, ragù, sughi semplici, ma mi piace anche sperimentare nuove ricette o inventare nuovi piatti, nuovi accostamenti.

In genere nell'alimentazione seguo poche, ma inflessibili, regole: materie prima eccellente, se possibile sostituire i grassi animali con l'olio extravergine di oliva, limitare fritti e soffritti e utilizzare cibi di stagione.

Fatta questa premessa in primavera ed in estate, quando in cucina si cerca la leggerezza, la freschezza, cosa c'è di meglio di un piatto di pasta utilizzando le verdure dell'orto?

Qualche giorno fa volevo una cenetta appetitosa, invitante ma soprattutto leggera, lo so sembra quasi uno slogan pubblicitario, e così ho preparato una pasta fredda con verdure fresche, di stagione e gustate nella loro naturale semplicità, a crudo.


Su Sale & Pepe di maggio 2007 ho trovato questa ricetta che ho prontamente realizzato, seppure con qualche variante:



Crudaiola con zucchine novelle, menta e pinoli.

Per quattro persone:
  • 320 g. di penne,
  • 500 g. di pomodorini datterini,
  • 150 g. di zucchine novelle,
  • 2 cucchiai di pinoli,
  • 2 spicchi di aglio,
  • un mazzatto di menta,
  • origano fresco,
  • olio extravergine di oliva,
  • sale.
Procedimento

Lavate i pomodori, asciugateli e tagliateli a metà, trasferiteli in una terrina, unitevi le zucchine lavate, asciugate e tagliate a rondelle, l'aglio sbucciato e tagliato a fettine, la menta lavata, asciugata e tagliata a julienne, l'origano tritato e 6 cucchiai di olio, salate e mescolate.

Lasciate insaporire la salsa per un'ora, trascorso questo tempo lessate la pasta in abbondante acqua salata. Nel frattempo, tostate i pinoli in una padellina antiaderente senza condimento. Scolate la pasta, passatela sotto un getto di acqua corrente per raffreddarla, scolatela di nuovo e conditela subito col sugo preparato, cospargete con i pinoli, mescolate e servite.

E' un piatto unico ottimo, ed è perfetto abbinato con un buon vino bianco leggermente freddo, come il Fiano di Avellino che ben si adatta a questo primo piatto leggero e fruttato.

sabato 10 maggio 2008

Pizza margherita


















L'altro giorno sono tornata a casa dal lavoro stanchissima ma di buonumore.

Che dire: la primavera, il sole, il tepore mi trasmettono molta allegria e "joie de vivre" e così ho deciso di preparare una bella cenetta.



Stasera pizza!!!!

Quando voglio divertirmi ed essere creativa preparo la pizza, mettere insieme i vari ingredienti, decidere il tipo di pizza, sperimentare nuovi abbinamenti, mi piace, mi piace, mi piace!
In casa non avevo molto, solo la polpa di pomodoro - in scatola! - mozzarella e parmigiano, e così, voilà, margherita classica e margherita bianca.

La ricetta è davvero semplice.

Per l'impasto:
  • 500 g. di farina 00,
  • 15 g. di lievito di birra,
  • 2 cucchiai di olio
  • 1 cucchiaino di sale fino,
  • 1 cucchiaino di zucchero,
  • acqua q.b.
In un recipiente far sciogliere il lievito con poca acqua tiepida e il cucchiaino di zucchero. Lo zucchero ha soltanto una funzione di catalizzatore, in pratica accelera il processo di lievitazione.
  • In mezzo bicchiere di acqua tiepida far sciogliere il sale fino.

    Disporre la farina setacciata a fontana, al centro aggiungere il lievito, i 2 cucchiai di olio - rendono l'impasto più morbido, e iniziare ad impastare aggiungendo mano a mano l'acqua col sale disciolto.
    Lavorare l'impasto fino ad ottenere un panetto elastico e liscio. Quindi dargli la forma di una palla, incidere una croce, coprirlo e farlo lievitare in un luogo tiepido, senza correnti d'aria.


    L'impasto sarà pronto quando sarà, all'incirca, più che raddoppiato di volume.

    Per il condimento:
    250 g. di polpa di pomodoro - vanno bene anche i pomodori pelati,
    1 mozzarella di bufala,
    2 cucchiai di parmigiano grattugiato,
    olio extra vergine di oliva,
    basilico,
    pepe nero.

    Procedimento

    Far sgocciolare la mozzarella e tagliarla a cubetti. Quando l'impasto è lievitato sgonfiarlo e lavorarlo brevemente; suddividerlo in due porzioni, con le mani unte stendere la prima porzione in una teglia - eventualmente ricoperta di carta forno - e ricoprire il "disco" di pasta con la polpa di pomodoro, metà della mozzarella, un cucchiaio di parmigiano, il basilico spezzettato e un bel giro di olio.



    Lavorare come già indicato la seconda porzione di pasta e ricoprirlo con l'altra metà della mozzarella, il cucchiaio di parmigiano, il basilico spezzettato una macinata di pepe e un abbondante giro di olio.



    Et voilà con pochi ingredienti ecco pronte due pizze davvero soffici e gustose.




    Il successo è assicurato e.......



    .....poi piace proprio a tutti!!!!!

domenica 4 maggio 2008

Rotolo ricotta e spinaci

La domenica mattina se decido di non uscire mi piace molto dedicarmi con calma ad una delle mie grandi passioni: cucinare.

La cucina, come per tutte le altre cose alle quali mi dedico, è anche ricerca, ovvero mi piace studiare l'origine delle ricette, le varie tecniche, la tipologia degli alimenti, valutare in cosa posso essere autonoma - per esempio spesso preparo il pane, mentre non compro mai la pasta all'uovo, o le orecchiette, gli impasti per le pizze, la pasta frolla, la brisee, perchè ritengo che con un impegno davvero minimo, si può avere un prodotto di qualità superiore "confezionato" con ingredienti scelti da me; in estate mi piace coltivare le piante aromatiche sul balcone, i peperoncini...
Anche la ricetta da prepare è frutto di una ricerca:il clima, il mio umore, gli ingredienti presenti sul mercato in relazione alla stagione - non preparerei mai la caprese a dicembre, o la la verza a luglio.

Oggi, considerata anche la temperatura più mite, ho optato per un primo piatto, leggero e delicato: un rotolo di pasta fresca ripieno di ricotta e spinaci.



Il rotolo è molto semplice da preparare, tutto sommato è un altro modo di presentare i ravioli di magro, la ricetta viene direttamente dalla Scuola de "La Cucina Italiana", dove recentemente ho seguito un corso dedicato alla pasta fresca.

Rotolo ricotta e spinaci

Ingredienti per quattro

Per la pasta:

  • 160 g. farina 00,
  • 40 g farina di grano duro,
  • 2 uova.
Per il ripieno:

  • 500 g di spinaci mondati,
  • 400 g di ricotta di pecora,
  • 50 g di parmigiano reggiano grattugiato,
  • noce moscata.
Per la presentazione:
  • 400 g di polpa di pomodoro,
  • 1 scalogno,
  • olio extravergine di oliva,
  • basilico,
  • sale.
Preparazione:

Lavate e lessate in poca acqua gli spinaci, strizzateli e tritateli finemente a coltello. In una terrina setacciate la ricotta ed unitevi gli spinaci, il parmigiano, il sale e la noce moscata.
Setacciate la miscela di farina e impastatela con le uova; lasciate riposare l'impasto per circa un'ora, avvolto nella pellicola, per impedire di seccarsi.

Stendete una sfoglia non troppo sottile, appoggiatela su un canovaccio, copritela col ripieno di ricotta e spinaci ed arrotolatela su se stessa.

Avvolgete il rotolo in una pezzuola e legatene le estremità. Immergete il rotolo in abbondante acqua bollente, salata e fate sobbollire per circa 20 minuti. Sgocciolate il rotolo, lasciatelo riposare e tagliatelo a fette.

Nel frattempo preparate il sugo: tritate finemente lo scalogno e fatelo appassire nell'olio per qualche minuto, aggiungete la polpa di pomodoro, abbondante basilico tagliato a julienne, salate e portate a cottura.

In una pirofila formate uno strato di sugo, appoggiatevi le fette di rotolo, cospargete di parmigiano reggiano grattugiato, e inumidite con qualche cucchiaiata di latte.



Gratinate in forno a 180° per qualche minuto e servite.



Io e Francesco, mio marito, l'abbiamo molto apprezzato e l'abbiamo accompagnato con un buon vino bianco, il traminer.
Dopo pranzo, come sempre quando sono a casa, ho sorseggiato una tisana, l'ho preparata al finocchio in abbinamento alla leggerezza del rotolo.

sabato 3 maggio 2008

Piante aromatiche - Un angolo di Provenza nel mio balcone

Oggi si sentiva forte il profumo della primavera e così ho pensato di dedicarmi al "balconaggio" ovvero il giardinaggio sul balcone così ho acquistato un pò di piante aromatiche, le uniche che riesco a curare bene, e che hanno il duplice scopo di deliziare gli occhi ed il palato....



Lavanda



"L'unica che solitamente non utilizzo per la preparazione dei piatti è la lavanda, ma il profumo è fantastico e la forma delle foglie stupenda!"




Tutte le altre, invece le uso per insaporire le varie pietanze, senza l'origano, il timo, la menta, il prezzemolo il basilico e tante altre la maggior parte dei piatti che cucino perderebbe sapore, aroma e colore.








Timo Origano Prezzemolo

Le ho subito utilizzate ed ho preparato il risotto con calamari, zucchinette e fiori di zucca, patate novelle al vapore con prezzemolo e l'orata lessata nel court-bouillon.