martedì 27 ottobre 2009

Margherita con provola, e pizza provola, prosciutto e rosmarino


Sarà che a me piace studiare, sarà che mi piace sempre approfondire, ma di tanto in tanto, facendo mille slalom tra gli impegni lavorativi e non, mi iscrivo a qualche corso; negli ultimi anni soprattutto di cucina.
Era da tanto tempo che volevo fare un corso sul pane. Come ho più volte detto la lievitazione è un argomento che mi affascina molto, continuo a comprare libri, leggere quanto più possibile sull'argomento, e soprattutto parlare con gli esperti del mestiere, come un pasticciere bravissimo che ha una pasticceria a Salò, uno dei pochi che ancora prepara i croissant con il lievito madre, e tutti i suoi dolci sono degli autentici gioielli.
Finalmente ero riuscita ad "incastrare" tra un impegno e l'altro, un corso sul pane; addirittura avevo deciso di farlo durante la settimana, così potevo utilizzare il fine settimana per "gli esercizi a casa"!
Ed invece, stamattina, ricevo una telefonata, ed una voce gentile mi comunica che il corso non si sarebbe tenuto per mancanza di un numero adeguato di adesioni.
Avreste dovuto sentirmi, quasi elemosinavo, chiedendo se la decisione di "sopprimere" il corso era definitiva, o forse se si fosse raggiunto il "quorum" qualche piccola possibilità di farlo c'era ancora.
Niente! La segretaria con tono gentile ma fermo ha detto che per il momento il corso non si sarebbe fatto.
E così ho annegato il mio malumore in una tazza di tè, ovviamente caldo, stavolta un tè verde cinese ai fiori di ciliegio, ed intanto sto già pensando al prossimo corso...

E la ricetta che posto oggi fra proprio parte del gruppo lievitati, ovvero due pizze.
Solitamente la pizza, così come tutti gli impasti lievitati li preparo col lievito di birra fresco, in questo caso volevo provare il lievito di birra disidratato e l'impasto è venuto ottimo. Soffice e lievitato al punto giusto.
La prima è una margherita, fatta come al solito con un sughetto all'aglio, ma farcita con la provola, una sorta di mozzarella di bufala affumicata, tipica del meridione. Nei pressi di casa, qui a Milano, si è aperto da poco un negozio che vende questi prodotti, e così ho comprato la provola per realizzare questa pizza.
Anche l'altra è fatta con la provola, però senza l'aggiunta di pomodoro, ma in compenso arricchita dal prosciutto cotto e aromatizzata dal pepe e il rosmarino.
Il risultato? Due pizze molto saporite e profumate, con un piacevole retrogusto affumicato dato proprio dalla provola.



Margherita con provola e pizza provola, prosciutto e rosmarino

Per l’impasto:

500 g. di farina 00,
1 confezione di lievito di birra disidratato,
olio extravergine di oliva,
2 cucchiaini di zucchero,
1 cucchiaini di sale.

Per il sugo:
400 g. di filetti di pomodoro,
olio extravergine di oliva,
1 aglio, basilico,
sale.

Per la farcitura della pizza margherita:
sugo,
100 g. di provola,
parmigiano reggiano grattugiato,
olio extravergine di oliva
basilico.

Per la farcitura della pizza provola, prosciutto e rosmarino:

150 g. di provola,
50 g. di prosciutto cotto,
parmigiano reggiano grattugiato,
olio extravergine di oliva,
un paio di rametti di rosmarino,
pepe.

Per la preparazione dell’impasto fate con la farina la fontana, aggiungete al centro 2 cucchiai di olio, il lievito, lo zucchero e iniziate a lavorarlo, aggiungendo mano a mano acqua tiepida nella quale avrete sciolto il sale. Lavorate energicamente l'impasto, fino a quando diventa liscio e non più appiccicoso; formate un panetto e ponetelo in un recipiente, copritelo con un panno umido e mettete il tutto in un luogo tiepido e privo di correnti d'aria a lievitare.
Intanto che l’impasto lieviti, preparate il sugo: fate soffriggere leggermente l’aglio in un cucchiaio di olio extravergine di oliva, unite i filetti di pomodoro, il basilico, salate e cuocete fino ad ottenere un sugo molto denso.

Quando l’impasto sarà lievitato, lavoratelo brevemente per sgonfiarlo, quindi suddividetelo in due panetti; stendete il primo con le mani, disponetelo in una teglia ricoperta di carta forno, ricoprite il disco di pasta con il sugo, unite la provola tagliata a tocchetti, il parmigiano, il basilico e insaporite con un giro d’olio; fate lievitare ancora per una decina di minuti, ed infornate in forno preriscaldato a 200° per circa 15 - 20 minuti.
Stendete il secondo panetto e disponetelo in una teglia ricoperta di carta forno, farcitelo con il prosciutto tagliato grossolanamente, la provola tagliata a tocchetti, il parmigiano, il rosmarino grossolanamente tritato, una abbondante macinata di pepe nero, e condite con un generoso giro di olio extravergine.Cuocete in forno preriscaldato a 200° per circa 15 minuti.





Ho abbinato una birra doppio malto.

lunedì 26 ottobre 2009

Tortine alle mele


La prima colazione durante la settimana la faccio sempre di corsa, ma il sabato e la domenica, mi piace sedermi con calma, rilassata e mangiare qualche dolcetto simpatico, casalingo, un po' "ciambelloso", accompagnato dal mio immancabile tè.
E così venerdì sera ho preparato queste tortine, mangiate non solo a colazione, ma anche per merenda.
Sabato mattina, dopo la colazione "simpatica", sono andata con la mia amica Cecilia, a vedere la mostra dedicata a E. Hopper a Palazzo Reale a Milano.
Bellissima. Hopper era bravissimo a descrivere la società di provincia americana, la solitudine urbana, il senso di precarietà che accompagna tutto. Mi hanno molto colpito una serie infinita di quadri dedicata ai ponti e alle stazioni ferroviarie, quasi a voler sottolineare il transito, il passaggio che accompagna tutto.




Per fortuna di tortine ne avevo preparate un bel pò, così sabato pomeriggio insieme ad un'altra tazza di tè, ma quando sono a casa, bevo quasi esclusivamente tè, ed un buon libro, ho passato un paio d'ore di relax.



Tra l'altro il libro che sto leggendo è proprio in sintonia con la mostra di Hopper, le tortine di mele e il tè.
Il libro in questione, Olive Kitteridge, scritto da E. Strout, infatti, è ambientato nel new England, proprio quella provincia così ben descritta da Hopper.
Con i suoi pettegolezzi, le sue storie, le sue meschinità, le sue piccinerie, ma anche con personaggi pieni di bontà e di umanità, che si muovono in un ambiente che nei momenti emblematici è pieno di slanci e di positività.
Forse sono un pò di parte, perchè io ho una grande passione per questa terra, che come ha detto proprio E. Strout, non è più l'Inghilterra, ma non è nemmeno l'America vera e propria.
Tutto questo vi chiederete cosa c'entra con le tortine di mele, forse niente, però a me la torta di mele, fa sempre venire in mente gli Stati Uniti, con le sue tavole calde, oppure le cene familiari
E il tè, sicuramente è una bevanda molto diffusa; nel libro stesso, veniva continuamente preparato.




Tortine alle mele

Per 20 tortine:

130 g. di farina più un po’,
120 g. di fecola di patate,
150 g. di zucchero, più un paio di cucchiai,
150 g. di yogurt bianco,
1 mela granny smith,
2 uova,
olio extravergine di oliva,
25 g. di uva passa,
1 bustina di lievito per dolci,
cacao in polvere,
cannella in polvere,
zucchero a velo.

Per prima cosa sbucciate la mela e tagliatela a dadini, quindi poneteli in una padella insieme ad un paio di cucchiai di zucchero, a fiamma moderata fate ammorbidire le mele e insaporitele con un pizzicone di cannella.
Quindi, montate le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungete mano a mano la farina, la fecola di patate e il lievito setacciati; unite lo yogurt, 2 cucchiai di olio, un cucchiaino di cacao.
Mescolate bene. A mano aggiungete le mele aromatizzate alla cannella e l’uva passa, ammollata, strizzata, asciugata e passata in un velo di farina.
Versate l’impasto in 20 pirottini.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 20 – 25 minuti, in ogni caso è sempre valida la prova stecchino.Sfornateli, ponete i pirottini su una gratella da pasticciere, quindi disponeteli in un vassoio e spolverizzatele di zucchero a velo.

Inutile dire che ho abbinato il tè, questa volta il tè verde al gelsomino che creava un piacevole contrasto con la cannella delle tortine.

giovedì 22 ottobre 2009

Pasta e lenticchie


Sono sincera: ero piuttosto perplessa se pubblicare questa ricetta, mi sembrava un pò banale; poi ho pensato di aver già pubblicato la ricetta della pasta e piselli, quella dei maltagliati con fagioli freschi, dunque, perchè "discriminare" le lenticchie?
Inoltre le minestre con i legumi, con o senza pasta o riso, mi piacciono molto, in questo periodo le lenticchie inizio a consumarle costantemente, e poi, in una serata umida, piovosa, e qui a Milano, anche un pò fredda, una minestrina scalda proprio il cuore.

Come lenticchie ho utilizzato le lenticchie di Castelluccio, prodotto che uso abitualmente; sono ottime e si preparano in poco tempo, senza bisogno di tempi di ammollo.

Pasta e lenticchie

ricetta per 4 persone

200 g. di lenticchie di Castelluccio,
240 g. di ditalini rigati,
60 g. di carota,
40 g. di cipolla,
20 g. di sedano,
1 aglio,
erbe aromatiche (rosmarino e prezzemolo),
olio extravergine di oliva,
sale,
pepe nero.

Tritate la cipolla a coltello e preparate una brunoise di carota e sedano; tritate l’aglio, il rosmarino e il prezzemolo, ponete il tutto in una casseruola e fate soffriggere in tre cucchiai di olio extravergine d’oliva per due minuti; aggiungete le lenticchie e fate insaporire per altri due minuti, coprite con acqua salate, incoperchiate e fate cuocere per circa un’ora; se l’acqua dovesse seccarsi aggiungete acqua calda; unite la pasta, cuocetela al dente, e servitela calda, insaporita da pepe macinato al momento.


Come vino ho abbinato un Lambrusco.

lunedì 19 ottobre 2009

Timballini di risotto giallo

Se c'è una rivista che in casa non manca mai è La Cucina Italiana; una delle riviste più complete del settore. La scuola di cucina mensile è ben curata, le tecniche sono descritte molto bene, ed ovviamente le ricette sono tutte interessanti.
Detto ciò, realizzo poche ricette tratte dalla rivista, essendo sempre alle prese con qualche idea che mi è venuta, qualche cosa che voglio sperimentare, un piatto classico che mi va di rielaborare.
Di tanto in tanto, però, preparo una ricetta e i risultati sono sempre ottimi.
La ricetta presentata oggi è tratta proprio dalla Cucina Italiana di settembre.
Appena ho visto questi timballini ho pensato che sarebbero stati deliziosi, e così, domenica scorsa li ho preparati.
La preparazione un pò lunga, è stata ampiamente ripagata dalla bontà del piatto e dalla presentazione molto simpatica.
La ricetta l'ho seguita alla lettera, preparando però il risotto senza il vino, e nella mantecatura finale non ho messo il burro, ma la ricchezza del ripieno ha comunque compensato queste due "piccole" omissioni.
Ho inoltre sostituito il pepe bianco col nero, e invece dei pomdori freschi ho usati quelli confezionati, ma semplicemente perchè mi piace rispettare la stagionalità delle verdure.
Inoltre ho aumentato leggermente le dosi della carne e del riso.


E come ultima annotazione aggiungo che la ricetta suggeriva di utilizzare gli stampini da creme caramel alti 7 cm, io non li avevo e così ho ripiegagto su quelli classici, alti 4 cm.







Timballini di risotto giallo

Ricetta per 6 persone

Sugo e polpettine:

1 scatola di pelati,
300 g. di polpa di vitellone macinata,
30 g. di mollica di pane,
porro,
un uovo,
erbe aromatiche (basilico e prezzemolo),
cipolla,
alloro,
parmigiano reggiano grattugiato,
latte,
olio extravergine di oliva,
sale,
pepe.

Risotto:

400 g. di riso Carnaroli,
cipolla,
alloro,
zafferano,
basilico,
parmigiano grattugiato,
pane grattugiato,
olio extravergine di oliva,
sale,
pepe.

Per il brodo vegetale:

1 carota,
1 cipolla piccola,
1 patata piccola,
1 gambetto di sedano,
1 foglia di alloro,
olio extravergine di oliva,
sale.

Per prima cosa preparate il brodo vegetale: in una pentola ponete tutti gli ingredienti, coprite con acqua e fate cuocere a fuoco lento per circa 40 minuti.
Intanto preparate il sugo: soffriggete mezza cipolla tritata con un cucchiaio di olio e una foglia di alloro per 2-3 minuti, unite i pelati in scatola, salate e fate cuocere lentamente per 12 minuti.
Frattanto preparate le polpettine: Tritate e soffriggete il porro per 3 -4 minuti in 2 cucchiai di olio, poi amalgamatelo in una ciotola con la polpa di vitellone, 35 g. di parmigiano, un cucchiaio di trito di erbe aromatiche, l’uovo, la mollica ammollata nel latte e strizzata, sale e pepe.
Formate con il composto delle polpettine grosse come una nocciola, deponetele su una placca coperta con carta da forno, ungetele di olio e cuocetele al grill, alla temperatura di 175°, per 5 minuti.
Mettetele quindi nel sugo di pomodoro e fatele stufare coperte per 15 minuti.
Per il risotto: soffriggete in 2,5 cucchiai di olio 50 g. di cipolla tritata e una foglia di alloro, quindi tostatevi il riso a fuoco vivo per 2 minuti, salate, pepate e portate a cottura aggiungendo un pizzico di zafferano e circa 1 l. di brodo vegetale poco per volta, mescolando spesso: spegnete quando è ancora morbido, ci vorranno circa 14 minuti di cottura.
Mantecate il risotto con 4 cucchiai di parmigiano grattugiato, e 10 foglie di basilico sminuzzate a mano.
Ungete di olio 10 stampini da creme caramel (diametro cm. 7; h 4 cm), spolverizzateli di pane grattugiato e foderatene fondo e bordi di risotto, lasciando in mezzo un incavo che riempirete con alcune polpettine.
Infine, tappate i timballini con altro risotto.
Cuocete i timballini in forno preriscaldato a 180° per 15 – 18 minuti, poi sfornateli e sformateli nei piatti.
Servite i timballini accompagnati dal sugo con le polpettine che sicuramente saranno avanzati.
Come vino ho abbinato un Valpolicella Classico.

sabato 17 ottobre 2009

Crostoni di polenta ai formaggi


Il piatto di oggi, più che una ricetta è un suggerimento, per un'antipasto veloce e poco impegnativo, o per risolvere una cena, o un secondo piatto quando è necessario consumare della polenta.

Anche per me è stato così, sabato scorso ho preparato per cena i moscardini in umido accompagnati dalla polenta; poiche a noi la polenta piace molto anche grigliata, o al forno come in questo caso, ne ho appositamente preparata di più, l'ho fatta solidificare ed il giorno dopo l'ho utilizzata per una cenetta poco impegnativa.


Crostoni di polenta ai formaggi

200 g.di polenta fioretto,
caciocavallo stagionato,
casera dop,
parmigiano reggiano,
olio extravergine di oliva,
pepe nero.

Preparate la polenta secondo le indicazioni riportate sulla confezione; rovesciatela su un tagliere, e stendetela bene; quando si sarà rassodata, tagliatela a quadrotti.
Disponete i quadrotti su una teglia foderata di carta forno e ricopritene un terzo di cubetti di casera dop tagliato, un altro terzo di cubetti di caciocavallo stagionato e i restanti con parmigiano grattugiato, un filo d'olioe pepe macinato al momento.
Ponete in forno preriscaldato a 200° fino a quando il formaggio sarà fuso.

Come vino ho abbinato una Ribolla gialla.

mercoledì 14 ottobre 2009

Torta salata ricotta e salame


Nel post dedicato agli gnocchi alla sorrentina, raccontavo di aver ricevuto in regalo due specialità napoletane: il fiordilatte e il salame napoletano; aggiungevo che col salame napoletano avevo preparato una ricetta tipica della mia zona di origine, ebbene, la torta salata presentata in questo post, è proprio la ricetta di cui vi parlavo.

La prima precisazione necessaria è relativa al nome di questa ricetta, infatti, solitamente le preparazioni con la pasta brisè vengono chiamate quiche o torte salate, ma a Napoli questa preparazione si chiama: "pizza rustica".
Io l'ho semplicemente chiamata torta salata salame e ricotta, anche se fra gli ingredienti è presente la mozzarella di bufala.

La seconda precisazione è banale, ovvero il salame non è necessario che sia quello napoletano, ma qualunque buon salame, tipo il felino, o quello di Varzi è indicato.

Il salame napoletano, ha un sapore tipicamente dolce, non eccessivamente pepato.

Io l'ho utilizzato perchè volevo ritrovare il sapore di questa torta, preparata per gite, feste, merende, cene e così via.

Questa torta, nel corso degli anni è stata preparata sempre con gli stessi ingredienti, scelta con cura e passione.

Quindi il salame napoletano non è l'unico ingrediente sempre presente, ma anche la mozzarella di bufala e la ricotta di pecora, chiamata da noi, ricotta romana.

Da quando sono a Milano l'ho preparata spesso, sostituendo qualche ingrediente, ma quando riesco a prepararla con tutti gli ingredienti "giusti", mi sembra di ritrovarmi fra le persone e nei luoghi della mia adolescenza.



La preparazione è piuttosto semplice: un guscio di pasta brisè, farcito con ricotta, mozzarella di bufala, salame, parmigiano, uova e pepe.
Lo so, questi ingredienti, uniti al burro della brisè, fanno di questo piatto, una vera bomba calorica, ma di tanto in tanto le eccezioni sono permesse. O no?
Con questa ricetta partecipo al contest di Al cibo commestibile, organizzato in collaborazione con la Compagnia dei Cavatappi.




Partecipo anche alla raccolta di Buoni e veloci, Il formaggio dall'antipasto al dolce.





Come dicevo è adatta per merende, gite, buffet, ma è anche l'ideale, accompagnata da un'insalatina di stagione, per una cena.

Si può preparare anche in anticipo, il giorno dopo è ancora più buona.



Torta salata salame e ricotta

Per la pasta brisè:
200 g. di farina,
100 g. di burro freddo,
1 uovo,
1 presa di sale,

per il ripieno:
200 g. di ricotta di pecora,
200 g. di mozzarella di bufala,
100 g. di salame napoletano,
30 g. di parmigiano reggiano grattugiato,
1 uovo,
eventualmente un po’ di latte per stemperare,
pepe nero.

Per prima cosa preparate la pasta brisee: setacciate la farina in un recipiente, unite il burro freddo tagliato a pezzetti e lavorate velocemente con le dita, fino a formare delle briciole; quindi unite l’uovo il sale e formate velocemente un panetto. Copritelo con la pellicola, e mettetelo per almeno mezz’ora in frigorifero. Intanto preparate il ripieno: in una terrina mettete la ricotta, la mozzarella e il salame tagliati a dadini, il parmigiano, un uovo, pepate abbondantemente e amalgamate il tutto, fino a formare un composto morbido e cremoso, eventualmente vi sembrasse un po’ troppo denso, stemperatelo con qualche cucchiaiata di latte.
Dividete l’impasto in due parti, stendete la più grande e ponetelo in una teglia ricoperta di carta forno, farcite col ripieno, stendete l’altra parte di impasto e ricoprite la torta; cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 35 minuti, o fino a quando la superficie risulterà dorata.
Servitela fredda.

L'ho accompagnata ad un vino bianco giovane e secco, un Piemonte cortese.

lunedì 12 ottobre 2009

Risotto alla parmigiana


I risotti sono una felice risorsa per preparare un pranzo o una cena molto buona e nel contempo non eccessivamente calorica.
Quello presentato oggi, si potrebbe definire una base per preparare risotti più articolati, ma a me i formaggi, e nello specifico il parmigiano, piacciono moltissimo, ed avendo a disposizione dei petti di pollo, ho preparato un brodo di pollo, col quale cucinare il risotto, che ha comunque arricchito ed aromatizzato una preparazione semplice.
Il risultato è stato un piatto molto gustoso e profumato, e nel contempo, eliminando il burro per la mantecatura e il vino, anche molto leggero; ma come ho detto più volte, durante la settimana mi piace mangiare leggero ed equilibrato.
I petti di pollo possono essere utilizzati per preparare una gustosa insalata.



Risotto alla parmigiana

Ricetta per 4 persone
240 g. di riso Carnaroli,
20 g. di cipolla,
65 g. di parmigiano reggiano grattugiato,
olio extravergine di oliva,
sale,
pepe nero.

Per il brodo di pollo:
4 petti di pollo,
1 carota,
1 patata,
1 piccolo gambo di sedano,
1 cipolla,
bacche rosa,
sale.

Per prima cosa preparate il brodo: in una pentola riunite tutti gli ingredienti, coprite con acqua e cuocete a fiamma moderata per circa 35 – 40 minuti.
Per il risotto, soffriggete dolcemente, in 2 cucchiai di olio la cipolla tritata unite il riso, tostatelo, salate e portate a cottura aggiungendo il brodo di pollo, poco per volta, mescolando spesso.
Mantecate il risotto con il parmigiano reggiano e insaporite con una macinata di pepe.




Come vino ho abbinato un Chiaretto di Bardolino.

giovedì 8 ottobre 2009

Bucatini gratinati


Pietanza gustosissima, nella sua semplicità.
E' andata così: torno a casa dal lavoro con l'intenzione di preparare pasta per cena. Ma non pasta qualunque, desideravo una preparazione veloce, e anche non troppo elaborata visto che in casa non avevo latticini. Possibilmente al forno. Mentre decidevo, ho pensato a questa pasta che si preparava spesso a casa mia.
Per amor di verità devo confessare che la pasta preparata così, non mi piaceva proprio, anche perchè il sugo base è simile a quello della "puttanesca", ed io detestavo qualunque sugo a base di aglio; però con gli anni questo sugo è diventato uno dei miei preferiti, e così ho pensato che la pasta preparata così era una simpatica variante.
Dunque, bucatini gratinati, veloci e ottimi.



Bucatini gratinati

Ricetta per 4 persone

250 g. di bucatini,
400 g. di polpa di pomodoro,
2,5 cucchiai di olive nere, possibilmente di Gaeta,
una manciata di capperi sotto sale,
1 aglio,
olio extravergine di oliva,
pan grattato,
prezzemolo,
sale.

Fate soffriggere l’aglio in 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, aggiungete la polpa di pomodoro, qualche foglia di prezzemolo, le olive e i capperi dissalati, salate, tenendo presente che i capperi tendono a rilasciare sale e portate a cottura.
Lessate, piuttosto a l dente i bucatini; in una teglia mettete un velo di sugo, cospargete di pangrattato; condite i bucatini col sugo e tre cucchiai di pan grattato, amalgamate bene tutto e disponeteli nella teglia, copriteli col sugo, e cospargeteli di pangrattato; cuoceteli in forno preriscaldato a 200° per una ventina di minuti, quindi insapori teli con un filo d’olio e fate gratinare sotto il grill per 10 minuti circa.
Serviteli caldi, accompagnati dall'eventuale sugo rimasto.

Come vino ho abbinato un Vermentino.

lunedì 5 ottobre 2009

Gnocchi alla sorrentina




Gli gnocchi alla sorrentina sono una specialità, come si deduce dal nome stesso della ricetta, della penisola sorrentina.
La ricetta è semplicissima: gnocchi di patate conditi con un buon sugo di pomodori San Marzano e cotti al forno con il fiordilatte.
La difficoltà consiste nel procurarsi gli ingredienti: i pomodori San Marzano anche a Napoli sono ormai quasi introvabili. Ed il motivo è presto spiegato: per ragioni commerciali sono stati sostituiti da pomodori molto più resistenti.
Quando studiavo all'Università, il mio più caro amico, nonchè collega di facoltà, abitava a San Marzano, ed aveva un orto regolarmente coltivato.
Ogni volta che veniva a casa per studiare, era sempre così gentile e cortese da portarci una sporta di prodotti del suo orto.
Lattughe, zucchine, melanzane, pomodori San Marzano, e così via. Tutti ortaggi e frutti buonissimi, coltivati con enormi sacrifici e grandi cure.
Infatti la sua famiglia, perchè lui studiando poteva solo aiutare, era contraria all'utilizzo di fertilizzanti chimici e "porcherie" varie.
E un giorno ci spiegò che i semi dei pomodori San Marzano stavano per essere soppiantati da qualità più robuste, maggiormente resistenti alle malattie e che una volta colti non rischiavano di marcire subito.
Nel frattempo mi sono trasferita a Milano, dove i San Marzano sono merce rara, e l'orto proprio non ce l'ho, quindi per preparare il sugo mi sono avvalsa dei perini, che mi sembrano dei validi sostituti dei San Marzano.
Il discorso si "complica" per il fiordilatte, un latticino tipico della penisola sorrentina e delle zone limitrofe, monti Lattari compresi.
E' preparato con latte di mucche presenti solo in quella zona, e rispetto alla mozzarella è molto più compatto.
Ottimo da mangiare al naturale, è delizioso sulla pizza, buonissimo cucinato col pomodoro e l'origano, ovvero alla pizzaiola, ed è l'ingrediente principe degli gnocchi alla sorrentina.
A Milano un fiordilatte così non l'ho mai trovato, ed ho girato tanto!
Ma sono venuti a trovarmi da Napoli alcuni amici che ci hanno portato un bel pò di fiordilatte, e così mi sono sbizzarrita a preparare pasta al forno, gnocchi e pizza. E non mi vergogno a "confessare" che mentre cucinavo non ho resistito a qualche assaggino "nature".
Ora che ci penso avrei dovuto fotografarlo, ma ero talmente presa a mangiarlo, che non ci ho pensato proprio!



E non crediate che soffro di nostalgia, tutt'altro! Stare a Milano mi piace proprio e ci sono un'infinità di prodotti ottimi, e solo che era veramente tanto che non mangiavo il fiordilatte....e il salame napoletano, ma questa è un'altra, prossima, ricetta.



Ho preferito fare un sugo semplice: polpa di pomodoro cotta con l'aglio e il basilico; faceva ancora caldo e non volevo preparare il solito ragù, e poi lo scopo era di esaltare il sapore del fiordilatte.





Gnocchi alla sorrentina

ingredienti per quattro persone

1,2 kg di patate a pasta bianca,
1 kg. di polpa di pomodoro,
450 g. di farina,
300 g. di fiordilatte, o mozzarella di bufala,
parmigiano reggiano grattugiato,
olio extravergine di oliva,
basilico,
1 aglio,
sale.

Per prima cosa preparate il sugo: fate soffriggere l'aglio con 2,5 cucchiai di olio extravergine, unite la polpa di pomodoro, 2,5 cucchiai di olio extravergine, un ciuffo di basilico, salate e portate a cottura.
Lessate le patate, ancora tiepide sbucciatele e passatele al passapatate, unite la farina, un pizzico di sale e amalgamate bene.
Formate dei cilindri di pasta, tagliateli a rocchetti di 1 cm circa, e incavando il pollice, passateli sull'apposito tagliere scanalato o sui rebbi di una forchetta per la caratteristica rigatura.
Tagliate il fiordilatte, o la mozzarella, a dadini.
Lessate gli gnocchi, appena affiorano in superficie tirateli su e poneteli in un'insalatiera; conditeli col sugo, ed insaporiteli con un cucchiaio abbondante di parmigiano reggiano grattugiato; in una teglia mettete un mestolino di sugo, metà degli gnocchi, coprite con 3/4 del fiordilatte, un altro cucchiaio di parmigiano, un paio di mestolini di sugo e aggiungete un altro strato di gnocchi, ricoprite col restante fiordilatte, un altro cucchiaio di parmigiano, il restante sugo e ponete in forno, preriscaldato a 180° e fate cuocere fino a quando in superficie apparirà una crosticina dorata.

Come vino ho abbinato unb Cortona Merlot rosso.

giovedì 1 ottobre 2009

Plum cake mandorle e mirtilli



Plum cake mirtilli e mandorle a colazione? Si, grazie! E' quello che ho pensato un paio di settimane fa al supermercato, quando ho visto i mirtilli, ancora molto belli.
Sicuramente le temperature alte, che ci stanno regalando ancora uno scorcio d'estate, incidono sulla produzione di alcuni ortaggi.
I mirtilli in questione provenivano dal Trentino, non erano prodotti di serra, e quindi ho pensato di preparare un cake per colazione. Abbinandolo con le mandorle appena acquistate.
Dunque, ho preparato il cake attenendomi ai soliti principi salutistici: come grassi l'olio extravergine di oliva, lo yogurt per dare morbidezza, e solo un paio di uova.
Lo yogurt utilizzato era al lampone, in realtà avrei preferito uno yogurt bianco, ero certa di averne ancora in frigo, ed invece c'era solo al lampone e agli agrumi.
Ovviamente, mi sembrava più appropriato al lampone...



Come è facile capire leggendo il blog, non sono un'appassionata di dolci, certo li mangio più che volentieri, ma poichè mangio poco, se devo scegliere preferisco sempre una pietanza salata.
Però le ciambelle, i cake mi piacciono tantissimo per la colazione, pasto/tasto per me dolente: cerco di farla, per iniziare la giornata con un pò di energia, ma poichè mi piace anche avere un pò di tempo per preparare il tè, eventualmente scambiare quattro chiacchiere, o leggere qualche pagina del libro in corso, mangio velocemente qualcosa e poi faccio uno spuntino a metà mattina.
Invece quando preparo una ciambella, un cake sono più invogliata e la colazione non la salto.


Plum cake mandorle e mirtilli

150 g. di farina 00 più un po’,
100 g. di fecola di patate,
150 g. di zucchero di canna,
250 g. di mirtilli,
1 yogurt ai lamponi,
2 uova,
3 cucchiai di olio extravergine di oliva,
65 g. di mandorle,
1 bustina di lievito.

Per prima cosa, tritate le mandorle. Quindi lavate velocemente i mirtilli, asciugateli bene e infarinateli, eliminando l’eventuale farina in eccesso.
A questo punto, montate le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungete mano a mano la farina, la fecola di patate, il lievito setacciati, e le mandorle tritate; unite lo yogurt e tre cucchiai di olio.
Aiutandovi con una spatola, unite i mirtilli, amalgamandoli dolcemente all’impasto per non sgonfiarlo.
Versate l’impasto in uno stampo da plum cake, oliato e rivestito di carta da forno, anch’essa oliata.Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 50 - 55 minuti; se la superficie dovesse scurirsi troppo, rivestite il plum cake con carta da forno, o carta d’alluminio, in ogni caso è sempre valida la prova stecchino. Sfornatelo, sformatelo su una gratella da pasticciere, ponetelo su un vassoio e spolveratelo di zucchero a velo.










Come tè ho abbinato un tè nero: il nero di Ceylon Saint James OP