sabato 30 gennaio 2010

Tagliolini con radicchio e noci

Il radicchio, soprattutto quello tardivo, mi piace moltissimo.
E' una verdura ricca di sali minerali, vitamine e ha proprietà depurativa.
Inoltre è molto versatile, è ideale crudo, per arricchire un'insalata, ma anche come condimento per piatti più elaborati.
Dunque, dopo i tegamini di
gnocchi al radicchio, ho preparato i tagliolini con radicchio e noci.
In questo caso, ho preparato un sugo completamente diverso, mirato ad esaltare il sapore del radicchio.
Per questo ho utilizzato il rosmarino, il suo aroma non copriva ma enfatizzava il sapore del radicchio, inoltre il provolone dolce compensava il sapore amaro del radicchio.
Il pepe di Sechuan ha insaporito il sugo, e il suo retrogusto vagamente "limoncino", ha conferito un tocco di freschezza, ad un piatto molto ricco.

Tagliolini con radicchio e noci

ingredienti per 2 persone

per i tagliolini:

150 g. di farina 00,
50 g. di semola,
2 uova,

per il condimento:

2 cespi di radicchio tardivo,
1/2 cipolla dorata,
35 g. di provolone dolce,
parmigiano reggiano grattugiato,
pecorino grattugiato,
6 noci,
rosmarino,
pepe di Sechuan,
olio extravergine di oliva,
sale.

Per la preparazione della pasta
cliccate qui; una volta pronte le sfoglie preparate i tagliolini.
Per il sugo, tritate la cipolla a coltello, e fatela soffriggere in 2 cucchiai di olio extravergine, aggiungete il radicchio, precedentemente lavato e tagliato a listarelle, fatelo appassire, quindi unite 4 noci grossolanamente spezzettate, il rosmarino, tritato non troppo finemente, il pepe di Sechuan, salate e fate cuocere per altri 3 -4 minuti.
Intanto lessate i tagliolini e saltateli nel sugo, unitamente alla metà del provolone.Impiattateli e aggiungete il resto del provolone, una noce spezzettata per piatto, il parmigiano e il pecorino e servite subito.



Come vino ho abbinato un Verdicchio.

mercoledì 27 gennaio 2010

Tranci di rana pescatrice gratinati, al profumo di zenzero

Ricettina delicata, sana leggera, adatta sia per una cenetta intima, che per una portata di pesce in un menù raffinato.
Avendo lo zenzero fresco in frigo, ho pensato di profumare l'impanatura col suo aroma.
La panure, in questo modo, era molto gustosa, infatti lo zenzero conferiva un aroma fresco, e al contempo vagamente piccantino.
Proprio per questo motivo non ho utilizzato sale: lo zenzero unitamente ai capperi sotto sale ha reso sapida la panatura.
Come sempre queste ricette nascono dall'esigenza di preparare una cena veloce, gustosa e leggera, e sarà che il pesce mi piace molto, credo proprio che solo col pesce si riesca a preparare una cena decente piuttosto velocemente.
Abbinata a verdure di stagione, io ho preparato carciofi in umido, la rana pescatrice preparata così è ottima.

Tranci di rana pescatrice gratinati, al profumo di zenzero

Ingredienti per due persone

2 tranci di rana pescatrice,
3 cucchiai di pangrattato,
2 cucchiai di olive nere di Gaeta,
1 cucchiaio di capperi di Pantelleria sottosale,
1 aglio,
zenzero fresco,
olio extravergine di oliva.

Dissalate i capperi, passandoli velocemente sotto l'acqua, asciugateli, e tritateli al coltello con le olive e l'aglio, in una ciotola capiente mischiate il tutto col pangrattato e lo zenzero grattugiato.
Ammorbidite la panatura con un filo d'olio, impanare i teanci e porli in una teglia, foderata di carta forno e leggermente oliata, condite i tranci con un filo d'olio.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 20 minuti.

Come vino ho abbinato un Vermentino

lunedì 25 gennaio 2010

Strichetti in brodo di carne

Su La Cucina Italiana del mese di dicembre, fra mille ricette, tutte golose, appetitose e invitanti, ho visto questi Strichetti in brodo.
La ricetta originale prevedeva brodo di cappone, ma io, avendo preparato un ottimo brodo di carne il giorno precedente, ho preferito utilizzare quello.

Gli strichetti hanno avuto molto successo, d'altra parte, nell'impasto non è presente solo farina e uova, ma anche parmigiano e noce moscata.
In verità la rivista indicava grana grattugiato, ma io l'ho sostituito col parmigiano.

E in questi giorni in cui il freddo ha ricominciato ad essere pungente, un piatto caldo di strichetti in brodo, ci sta proprio bene.



Strichetti in brodo di carne

ricetta per 4 persone:

125 g. di farina 00,
25 g. di semola di grano duro,
25 g. di parmigiano reggiano grattugiato,
1 uovo,
1 tuorlo,
noce moscata,
sale,
2 litri di brodo di carne.

Mescolate le farine con il parmigiano e lavoratele con l'uovo, il tuorlo, una generosa grattugiata di noce moscata e un pizzico di sale, ottenendo una pasta liscia e omogenea.
Avvolgetela nella pellicola, fatela riposare in frigo per un'ora, quindi stendetela a 2 mm di spessore.
Utilizzando una rotella dentellata ritagliatela in rombi di 3,5 cm di lato.
Saldatene insieme gli angoli opposti sulla diagonale lunga, schiaccianli tra due dita, poi saldate anche gli altri due angoli, dalla parte opposta.
Lessate gli strichetti per 3 - 4 minuti in un litro e mezzo di brodo bollente.
Scolateli e serviteli con altro brodo caldo a piacere.

Come vino ho abbinato un Bardolino rosato

sabato 23 gennaio 2010

Degustazione di tè verdi cinesi pregiati

La scorsa settimana ho partecipato ad un'altra degustazione di tè, svoltasi, come le altre alla Scuola de La Cucina Italiana.
La relatrice, esperta di tè, la Sig.ra Barbara Sighieri, de La Teiera eclettica, questa volta ci ha fatto degustare quattro tè verdi cinesi pregiati.
Questi tè, ci ha spiegato, fino a non molto tempo fa, non erano destinati all'esportazione; infatti erano i tè comunemente bevuti dagli imperatori, e in seguito, da Mao.
Per fortuna, oggi le cose sono cambiate, così anche noi occidentali possiamo apprezzare non solo questi tè, peraltro veramente eccellenti, ma anche un pezzo della millenaria cultura di questo popolo.



Nella foto, sono illustrati i quattro tè, proprio nella sequenza in cui sono stati bevuti, in pratica da quello più delicato, il Pi Lo Chun, a quello più forte, ma sempre molto delicato, il Lung Ching.
Tutti questi tè sono caratterizzati da foglie di grandi dimensioni, ma sono tè giovani, e la pregiatezza è data anche dalla raccolta manuale.
Sono tutti tè con una breve vita aromatica, in quanto la grandezza delle foglie determina il deterioramento dell'aroma.
I tè più aromatici sono quelli prodotti in montagna, ad alta quota.
Inoltre, nei tè pregiati, spesso si nota un sedimento, questo è indice di elevata qualità, in quanto deriva dalle foglie pelose, ovvero le più preziose.

Il primo tè bevuto, dunque, è stato il Pi Lo Chun, che in cinese vuol dire "Spirale di giada a primavera", sarà che il tè è un'autentica passione, sarà che sono di parte, ma questo nome, come per gli altri, racchiude una poesia ed un incanto, tipico proprio della Cina.
Proviene dalla provincia di Jang Su, ed è costituito dalla gemma e dalla prima foglia; il colore è verde scuro ed è molto "lanuginoso" grazie alla grande quantità di gemme, in pratica la parte più pregiata della pianta del tè, la Camelia Sinensis.

Come si osserva dalla foto l'infuso è molto chiaro, ed il gusto delicatissimo, con un sentore di pesca ed albicocca.
Dai cinesi viene considerato un tè femminile.

E queste sono le foglie dopo l'infusione, che mantengono ancora tutto il loro aroma, e come per tutti i tè verdi pregiati, utilizzabili per altre infusioni.
Senza perdita di gusto.

Il Lu An Gua Pian è il secondo tè bevuto, in cinese il suo nome vuol dire: "seme di melone".
Viene coltivato nella provincia di Anhui, in terreni ricchi di fosforo, e presenta un sentore di castagno.

Le foglie dopo l'infusione presentano una freschezza, ed un aroma, che le rende adatte per cuocere verdure e pesce al vapore.

Anche il Tai Ping proviene dalla provincia di Anhui, nello specifico nel villaggio di Hou Keng, in cinese Tai Ping, vuol dire: "Lingua di passero", le foglie, infatti, molto grandi, presentano una forma allungata e piatta.
La superficie presenta una trama incrociata, dovuta alla rollatura.

Il Tai Ping, durante l'infusione. Dalla foto è possibile osservare come le foglie si estendano.

Il suo sapore è pieno, pulito, netto e persistente.

Il Lung Ching, proviene dalla provincia dello Zhejang, nei pressi del lago di Hangzhou.
Zona lacustre, famosa in Cina come luogo di vacanze.
Proprio dalla zona prende il nome, che in cinese significa: "Pozzo del dragone".

Il suo aroma è molto dolce, fresco, di erba tagliata.

In questa foto, ho messo a confronto i quattro tè, dopo l'infusione.



Questa bellissima tazza, come l'altra in porcellana della foto di apertura si chiama Gaiwan, ed ha la duolice funzione di teiera e tazza.
Il gaiwan, infatti, consente l'infusione, e poi di bere il tè.
Eè molto utilizzata per i tè verdi e bianchi, quelli dalle foglie molto lunghe.
In questo modo, dopo l'infusione, si scosta leggermente il coperchio, che in questo modo blocca le foglie e si beve il tè.
E' costituita dalla tazza, il piattino e il coperchio.
Anche il piattino ha una funzione, oltre che essere molto decorativo: se il tè è molto caldo, se ne versa un pò nel piattino e si beve più agevolmente.

Ed anche questa semplice tazza, rappresenta molto bene un popolo, le sue tradizioni, la sua cultura, e il suo amore per il tè.

giovedì 21 gennaio 2010

Lenticchie in umido

Nelle fredde serate invernali, una zuppetta calda è sempre gradita.
Che sia di legumi, di verdure, o preparata con entrambi gli alimenti, poco importa.
La sensazione di caldo, di benessere, di casalingo, che si sprigiona è la medesima.
E dopo la
zuppetta calda di lenticchie, ecco un altro piatto preparato con questo meraviglioso legume, che per quei misteri imperscrutabili, come ho già detto, ho imparato ad amare ed apprezzare da adulta.
In questa ricetta ho abbinato le lenticchie al prosciutto crudo, la sapidià del prosciutto, rende la preparazione molto gustosa, ma dato l'alto valore proteico delle lenticchie, il prosciutto si può anche omettere.
E poi il rosmarino che esalta il sapore della zuppa.
Volendo si potrebbe aggiungere la pasta, ottenendo un piatto dal valore nutrizionale molto equilibrato, a me piaceva mangiarle così, per assaporarne tutta la pienezza.

Come lenticchie ho scelto quelle di Castelluccio, il suo sapore mi piace molto, si cucinano molto velocemente e non richiedono ammollo.



Lenticchie in umido

ricetta per 2 persone

150 g. di lenticchie di Castelluccio,
3 fette di prosciutto crudo di San Daniele,
½ cipolla dorata,
1 gambo di sedano,
1 carota media,
2 rametti di rosmarino,
1, 5 pomodori pelati in scatola più tre cucchiai di sugo,
peperoncino,
pane,
olio extravergine di oliva,
sale.

Lavate e tritate finemente la cipolla e il sedano, comprese le foglie, lavate, pelate e tritate la carota, tritate 1 rametto di rosmarino e il prosciutto crudo; fate rosolare per circa 6 – 8 minuti in tre cucchiai di olio extravergine di oliva; aggiungete le lenticchie e fate rosolare per altri 3 – 4 minuti, aggiungete i pomodori e il sugo e fate rosolare per altri 2 – 3 minuti, unite acqua (o brodo caldo), fino a coprire le lenticchie, unite il restante rametto di rosmarino, salate e fate cuocere per circa un’ora.
A fine cottura unite il peperoncino, fate cuocere per altri 15 – 20 minuti, eventualmente aggiungete altra acqua (o brodo) caldo, la minestra deve risultare poco brodosa, ma non asciutta.
Servite accompagnato dal pane, e un giro di olio extravergine di oliva, preferibilmente umbro.



Come vino ho abbinato un rosso dei colli del Trasimeno.

lunedì 18 gennaio 2010

Brioche salate farcite

Qualche tempo fa, su uno speciale del La Cucina Italiana, interamente dedicato ai formaggi, ho letto questa ricetta, che considerato il mio amore per i lievitati, e la mia passione per i formaggi, mi ha entusiasmata subito.
E così l'ho preparata, apportandovi qualche modifica.
La preparazione della pasta brioche l'ho seguita fedelmente, ed ho fatto benissimo, la lievitazione è stata ottima, le brioche erano molto fragranti e profumate.



Invece ho totalmente modificato la farcitura.
Innanzittutto, ho pensato di fare la metà dell'impasto, come suggeriva la ricetta, ovvero utilizzando gli stampini da creme caramel, l'altra metà ho voluto prepararla come dei panini.



Poi ho variato il ripieno: la rivista suggeriva di utilizzare come verdura il lattughino, io ho preferito un prodotto di stagione e l'ho sostituito con gli spinaci, poi invece del caprino ho messo il taleggio, mi piaceva di più l'accostamento con gli spinaci, e poi una parte della panna che mi era avanzata, dopo aver pennellato la pasta brioche, l'ho montata e in parte l'ho mescolata al taleggio, ottenendo un composto molto cremoso, e un'altra parte l'ho aromatizzata con la paprica e l'ho accompagnata alle brioche, insieme agli spinaci avanzati.
Il risultato: buonissimo, la pasta brioche morbida e fragrante insaporita dal ripieno.
Per i panini sono andata sul pratico: mortadella, ricotta e pepe.



Sicuramente da rifare entrambe.

Brioche salate

Per la pasta brioche:

600 g. di farina,
250 g. di latte,
50 g. di burro,
20 g. di lievito di birra,
2 tuorli,
un uovo,
zucchero,
panna fresca,
sale,
burro e farina per gli stampini.

Farcia:

100 g. di spinaci,
100 g. di taleggio di media stagionatura,
panna fresca,
mortadella,
ricotta,
aglio,
olio extravergine di oliva,
paprica dolce,
sale.

Per la pasta brioche: fate intiepidire il latte, mescolatevi 15 g. di sale, 8 g. di zucchero, il burro, l’uovo, i tuorli e il lievito. Impastate la farina con il latte, lavorando la pasta finchè sarà liscia.
Fatene una palla e lasciatela lievitare coperta finchè raddoppierà di volume. Allora lavoratela brevemente e dividetela in 12 palline uguali con cui riempirete 6 stampini da creme caramel, imburrati e infarinati; le altre le poserete su una placca ricoperta di carta forno.
Pennellate la parte superiore delle palline con la panna, fatele lievitare ancora per 30’, quindi infornatele a 200° per 25 minuti.
Mondate e lavate gli spinaci, saltateli in padella con poco olio, aglio e sale.
Montate ½ della restante panna; private della crosta il taleggio e tagliatelo a dadini, uniteli ad un cucchiaio di panna.
Togliete la calotta alle brioche preparate negli stampini, scavateli e farciteli con gli spinaci e il composto di spinaci, ricopriteli con la calottina; serviteli accompagnati dagli spinaci avanzati e dalla panna insaporita dalla paprica.
Farcite le restanti brioche con ricotta, mortadella e una grattugiatina di pepe fresco.



Come vino ho abbinato una Falanghina

sabato 16 gennaio 2010

Radicchio al rosmarino e bruschette al fleur de sal


Più che una ricetta un'idea.
Un'idea per una cena veloce, gustosa e leggera, o per un pranzo leggero, preceduto da una zuppa di legumi o di verdure, e seguita da frutta fresca, o, considerata la leggerezza del tutto da un dolcetto.
Amo tutte le verdure invernali, e il radicchio tardivo rientra in questa categoria.
E' molto buono, ricco di vitamine e sali minerali ed adatto a molte preparazioni.
In questo caso è stato velocemente appassito in forno.
Il fleur de sal di Guerande, è un sale tipico della zona della Bretagna, molto saporito, ottimo per condire le verdure crude, si presta a molteplici utilizzi.
Io lo uso molto frequentemente; abbinato da un buon extravergine è ottimo per le bruschette.
Il formaggio è un tipico provolone dolce, che ben contrasta con l'amaro del radicchio e la sapidità delle bruschette, a me piaceva dare la forma di stelline, per decorare e dare un pò di movimento al piatto.

Radicchio al rosmarino e bruschette al fleur de sal

Ingredienti per due persone

Due cespi di radicchio tardivo,
quattro fette di provolone dolce,
pane,
olio extravergine di oliva,
rosmarino,
fleur de sal de Guerande.

Tagliate in quattro parti il radicchio, lavatelo, ponetelo in una teglia, condite col rosmarino e appassitelo, in forno preriscaldato a 180° per una decina di minuti circa; intanto tostate il pane, e date la forma di stelle, o quella che più vi piace, al formaggio.
In un piatto disponete il radicchio, insaporitelo con il fleur de sal e un altro pizzichino di rosmarino, conditelo con un filo di olio extravergine, aggingete il pane condito con l'olio e il fleur de sal e il formaggio.

Come vino ho abbinato un chiaretto di Bardolino

mercoledì 13 gennaio 2010

Lasagne abruzzesi

Qualche giorno fa John Turturro, attore noto in Italia per aver partecipato al bellissimo film di F. Rosi La tregua, ha dichiarato in un'intervista ad un quotidiano che secondo lui, l'Italia più che una nazione potrebbe essere definita un continente, per il numero di regioni, di dialetti, per la grossa differenziazione gastronomica regionale e via discorrendo.
E' proprio quello che ho pensato preparando questo post: le lasagne, uno dei piatti tipici italiani, uno di quelli che rappresenta e connota la nostra cucina all'estero, sono presenti in molte regioni italiane, con una sua ricetta caratteristica, preparata con i prodotti tipici del posto.
Oltre alle
lasagne alla bolognese, sicuramente la versione più famosa, ci sono le lasagne marchigiane, i cosiddetti vincisgrassi, le napoletane, che si preparano il martedì grasso, e senza fare il giro di tutte le regioni, quelle abruzzesi.
Come sapete, a me piace molto studiare la storia gastronomica regionale, e approfondendo la cucina del centro sud, ho letto diverse ricette relative alle lasagne abruzzesi, e poichè non ho trovato una ricetta canonica, l'ho preparato, variandola e modificandola un pò, secondo il mio gusto, e come al solito, per allegerirla un pò.
Il risultato è stato davvero molto buono, un tripudio sapori, dato da una serie di ingredienti ben amalgamati.



Tutti ingredienti, o quasi, del centro sud, quindi pecorino romano, scamorza e ricotta.



La preparazione è un pò lunga ma ripaga.








Lasagne abruzzesi

Ingredienti per 4 - 6 persone

per la pasta:

100 g. di farina 00,
100 g. di semola,
2 uova,

per il sugo:

100 g. di polpa di scottona,
100 g. di lonza,
80 g. di prosciutto crudo,
50 g. di prosciutto cotto,
200 g, di scamorza,
200 g. di ricotta,
pecorino grattugiato,
2 uova,
55 cl di passata di pomodoro,
1 piccola cipolla dorata,
1 aglio,
peperoncino,
rosmarino,
pangrattato,
olio extravergine di oliva,
latte,
sale.

Per la preparazione della pasta cliccate qui; nel frattempo preparate il sugo e le polpettine:
tritate la scottona, la lonza e il prosciutto, in un filo d'olio rosolate la cipolla precedentemente tritata, aggiungete il prosciutto, 60 g. di scottona, 60 g. di lonza, la passata di pomodoro e un pizzico di peperoncino, salate e fate cuocere a fuoco medio per circa un paio d'ore.
Intanto preparate le polpettine: amalgamate le restanti carni con un uovo, il pecorino grattugiato, l'aglio tritato, un pizzico di peperoncino, qualche ago di rosmarino tritato, e un paio di cucchiai di pangrattato, formate delle polpettine piccole come nocciole, passatele nel pangrattato, ungetele leggermente e cuocetele sotto al grill per circa 10 - 15 minuti, o fino a quando risulteranno dorate.
Rassodate il restante uovo e tagliatelo a pezzi, tagliate a fette sottili la scamorza.
Tirate la sfoglia, quanto più sottile possibile, e preparate le lasagne; lessate al dente le sfoglie in acqua bollente e salata, scolatele, fatele raffreddare in acqua fredda, e asciugatele su un canovaccio.
Stemperate la ricotta con un pò di latte, e tritate grossolanamente il prosciutto.
Ungete una teglia, formate uno strato di pasta, ricopritelo col sugo, il prosciutto cotto, le polpettine, la scamorza, la ricotta, le uova sode, il pecorino grattugiato, formate altri 4 strati; ricoprite l'ultimo con tutti gli ingredienti, e ponetela in forno preriscaldato a 200° per circa 15 - 20 minuti, fatela intiepidire e con un coppapasta quadrato preparate le porzioni.




Come vino ho abbinato un Montepulciano d'Abruzzo.

lunedì 11 gennaio 2010

Crema di zucca

Che dire? Dopo aver tanto cercato la zucca mantovana, per preparare gli gnocchi di zucca, finalmente la trovo, e...un fastidioso problema allo stomaco mi ha letteralmente costretta a mangiare leggero per qualche giorno, e quindi per non sprecare la zucca in frigo, che aspettava solo di essere preparata e mangiata, ho deciso di preparare una crema calda e gustosa adatta alle serate fredde di quest'inverno.
Sinceramente la crema era così buona, e prepararla così semplice e veloce che non ci ha fatto rimpiangere gli gnocchi, e poi, prima o poi ne troverò un'altra...
Dunque crema di zucca, preparata molto semplicemente, cioè solo vegetali, senza aggiunta di panna o latte.
Questo sia per renderla più leggera, ma anche per assaporare meglio le verdure.
Ho aggiunto un paio di patate, in maniera tale che il loro amido, legasse di più la crema, rendendola più morbida e cremosa.



Crema di zucca

Ingredienti per 4 persone

1 kg. di zucca mantovana,
2 patate piccole a pasta bianca,
1 porro,
1 gambetto di sedano,
un paio di fette di pane,
1 foglia di alloro,
un paio di rametti di rosmarino,
olio extravergine di oliva,
sale.

Decorticate la zucca, privatela dei semi, tagliatela a tocchi e lavatela; ponetela in una casseruola, unitamente alle due patate lavate, pelate e tagliate a tocchi, il porro tagliato a rondelle e lavato, la foglia di alloro, un rametto di rosmarino, il gambetto di sedano lavato e tagliato a rondelle, aggiungete 2 cucchiai di olio, salate, coprite con acqua, incoperchiate e fate cuocere a fuoco medio per circa 45 minuti.
Quindi togliete il rametto di rosmarino, la foglia di alloro e col minipimer frullate, fino ad ottenere una crema abbastanza consistente; se dovesse risultare ancora un po’ liquida riducetela a fiamma bassa.
Intanto tagliate a dadini il pane, tostatelo e servite la zuppa calda fumante col pane.



Ho abbinato un vino Soave bianco.

sabato 9 gennaio 2010

Carciofi dorati e fritti

I carciofi dorati e fritti sono un classico della nostra cucina: carciofi freschissimi, tagliati a spicchi sottilissimi, passati nell'uovo battuto e fritti in un buon olio, io come sempre utilizzo l'olio extravergine perchè la frittura è più digeribile e leggera.

Possono essere presentati come antipasto, o come contorno.
Io, considerata la presenza delle uova, lo ritengo un secondo piatto.
Si preparano molto velocemente, e visto che il carciofo si ossida facilmente, e la frittura è buona calda e croccante, li preparo e li mangio direttamente, senza tempi di attesa.

E se avanza dell'uovo, cosa c'è di più buono di una "frittatina" al gusto di carciofo?

Non aggiungo sale nelle uova, altrimenti il fritto perderebbe croccantezza, una volta pronti in tavola, ogni commensale aggiunge il sale che ritiene opportuno.




Carciofi dorati e fritti

ingredienti per due persone

3 carciofi, preferibilmente con le spine,
2 uova,
olio extravergine d’oliva,
farina,
limone,
sale.

Mondate e lavate i carciofi, mano a mano poneteli in una bacinella con acqua e limone per evitare che anneriscano, con uno scavino privateli del fieno interno; tagliateli a spicchi molto sottili, passateli nella farina, e scuoteteli per eliminare quella in eccesso; passate i carciofi infarinati nelle uova battute e friggeteli in olio molto caldo, quando saranno dorati, con una schiumarola tirateli su, salateli e serviteli caldissimi.



Come vino ho abbinato un Pinot grigio

giovedì 7 gennaio 2010

Pizza quattro gusti

Vi ricordate quella pubblicità, di una marca di gelato, molto in voga negli anni '90, che in un inglese maccheronico diceva pressappoco: "du gust is megl che uan"?
E' quello che ho pensato una volta sfornata questa pizza: "quattr gust is megl che uan".
Sono andata da Medagliani, un grande negozio a Milano che vende tutto quanto è inerente il mondo della ristorazione a livello professionale, ed è aperta anche ai privati, ed ho comprato una teglia per pizza di quelle professionali, di alluminio, rettangolari, ampie, e così l'ho inaugurata con questa pizza, nelle intenzioni c'era di fare due gusti differenti, ma se l'appetito vien mangiando, l'idea vien preparando, e dunque ho preparato quattro diversi gusti.
E li ho presentati come una degustazione di formaggi: sono partita dal gusto meno deciso, fino ad arrivare al gusto più forte: è finita in un lampo...


E un sabato sera di prima delle feste, dedicato al riposo, dopo una giornata ricca di impegni, è stato rallegrato da questa pizza.



Pizza quattro gusti

Ingredienti per 4 persone

Per l’impasto:
500 g. di farina,
1 bustina di lievito disidratato,
2 cucchiai di olio,
2 cucchiaini di zucchero,
1 cucchiaino di sale,

per il sugo:
¾ di pomodorini in scatola,

1 cucchiaio di olio extravergine,
1 aglio,
sale,

per la farcia:
200 g. di mozzarella di bufala,
80 g. di gorgonzola piccante,
parmigiano reggiano,
3 noci,
1 aglio,
olio extravergine di oliva,
origano,
sale.

Per la preparazione dell’impasto cliccate
qui.
Mentre l’impasto lievita preparate il sugo: soffriggete l’aglio nell’olio, unite i pomodori, salate e portate a cottura.
Tagliate la mozzarella a dadini, private della crosta il gorgonzola e tagliatelo a dadini.
Quando l’impasto sarà lievitato, lavoratelo brevemente per sgonfiarlo, prendetene una piccola porzione e tenetela da parte, stendete l’impasto in una teglia, preferibilmente rettangolare, ricoperta di carta forno.
Con la porzione tenuta da parte formate due salsicciotti, e suddividete in quattro parti l’impasto.
Ricoprite due quadranti col sugo, sul primo quadrante ponete l’aglio tagliato a fettine, l’origano e l’olio extravergine d’oliva (pizza marinara); sul secondo aggiungete 1/3 della mozzarella, parmigiano grattugiato, olio extravergine d’oliva e pepe (pizza margherita); farcite il terzo quadrante con un altro terzo di mozzarella e poco più della metà del gorgonzola, condite con un filo d’olio extravergine; farcite l’ultimo quadrante con la restante mozzarella e il restante gorgonzola, il parmigiano grattugiato e il pepe; fate lievitare per altri 5 – 10 minuti, e infornate in forno preriscaldato per circa 15 – 20 minuti, poco prima della fine della cottura, aggiungete al quadrante con mozzarella, gorgonzola, parmigiano e pepe i gherigli di noce.
Infornate ancora per un paio di minuti.
Per un effetto scenografico, alternate i quadranti col pomodoro a quelli bianchi.



Ho abbinato una birra doppio malto

martedì 5 gennaio 2010

Tranci di tonno con olive e capperi


Ricettina da realizzare quando si ha voglia di mangiare qualcosa di veloce, ma molto, molto gustoso.
Anche per me è andata proprio così: vado a fare la spesa, come al solito, era tardi, avevo molta fame, volevo qualcosa di caldo, di pesce, e di rapido, e così ho comprato questi tranci.
Il tonno fresco lo cucino quanto più velocemente e semplicemente possibile: le cotture lunghe lo rendono stopposo, e troppi aromi ne confondono il gusto.
Quindi aglio, origano e una manciata di capperi e olive et voilà, il tonno è pronto.
Io l'ho accompagnato da broccoli lessi conditi con olio e limone.
Cena leggera e salutare.



Tranci di tonno con olive e capperi

ingredienti per 2 persone

2 tranci di tonno,
una manciata di olive nere di Gaeta,
una manciatina di capperi di Pantelleria sottosale,
1 aglio,
origano,
olio extravergine di oliva.

Far soffriggere in 2 cucchiai di olio 1 aglio, unire i tranci di tonno, farli cuocere un paio di minuti per lato, unire i capperi dissalati, le olive e l'origano, far cuocere altri 2 -3 minuti per lato, in modo che l'esterno sia cotto, e all'interno sia ancora leggermente rosa.
Serviteli caldi, accompagnandoli da verdure di stagione.

Come vino ho abbinato un Verdicchio di Jesi

lunedì 4 gennaio 2010

Tegamini di paccheri al forno al profumo del pepe di Sechuan

Questi tegamini li ho preparati qualche settimana fa, una domenica nella quale volevo "sperimentare" il sapore del pepe di sechuan nella pasta al forno; come ho già detto il pepe di sechuan, è una bacca orientale, che non appartiene alla "famiglia" del pepe, del pepe ne ricorda solo la forma.
Il sapore, comunque gradevolmente piccante, ha un retrogusto di limone, ed era proprio questo che mi interessava sperimentare, ovvero come questo retrogusto, incidesse e si armonizzasse con una preparazione come la pasta al forno.
Una pasta al forno molto ricca di sapori: sugo alla salsiccia, mozzarella, ricotta, la salsiccia stessa tagliata a rondelle e il prosciutto cotto.
Il risultato è stato eccellente, il piccante, ovviamente, ben si armonizzava con il sugo alla salsiccia, e il retrogusto di limone, lasciava un sapore di freschezza.
Inutile aggiungere l'odore che si espandeva nell'aria.
E da quando, finalmente!, ho trovato dove comprare questa meraviglisa spezia, non smetto di usarla...



Tegamini di paccheri al forno

per 4 tegamini

340 g. di paccheri,
700 g. di passata di pomodoro,
1 salsiccia,
180 g. di mozzarella di bufala,
200 g. di ricotta,
3 fette di prosciutto cotto,
parmigiano grattugiato,
pecorino romano grattugiato,
1 piccola cipolla dorata,
olio extravergine di oliva,
pepe di Sechuan,
sale.

Tritate finemente la cipolla, ponetela in una casseruola, aggiungete due cucchiai di olio extravergine di oliva, un dito di acqua, e fatela consumare.
In questo modo la cipolla cede il suo aroma, evitando di soffriggerla, ottenendo in tal modo, un sugo più leggero.
Unite la salsiccia e fatela rosolare, aggingete la passata di pomodoro salate e portate a cottura.
Il sugo deve sobbollire, e per una cottura ottimale, ci vorranno circa un paio d'ore.
Lessate la pasta, mantenendola al dente, considerato il passaggio in forno.
Intanto ponete in un contenitore la ricotta, 1/3 della mozzarella tagliata a dadini, un paio di mestoli di sugo, 1/2 salsiccia sbriciolata, 1/3 del parmigiano e del pecorino grattugiato, 1 fetta di prosciutto cotto tagliata finemente e il pepe di Sechuan, amalgamate bene tutti questi ingredienti, fino a formare una salsa morbida e vellutata, eventualmente aggiungete un altro mestolo di sugo; condite la pasta con questa salsa.
Ricoprite quattro tegamini col sugo, suddividete nei vari tegamini metà della pasta, farcitela con l'altra mezza salsiccia tagliata a rondelle, il prosciutto tagliato grossolanamente, un altro terzo del parmigiano, del pecorino e della mozzarella, pochissimo pepe di Sechuan e un mestolo di sugo.
Coprite con la restante pasta, e farcite con la restante mozzarella, parmigiano e pecorino, ricoprite col sugo e ponete i tegamini in forno, preriscaldato a 180°, per circa 25 minuti, o fino a quando la superficie apparira dorata.



Data la ricchezza del piatto, e la complessità di sapori, ho abbinato un vino rosso orvietano Merlot