mercoledì 18 luglio 2012

Storie di cibo, racconti di vita


Lunedì sera al Piccolo Teatro di Milano è stato presentato: "Storie di cibo, racconti di vita" un'antologia, una raccolta di racconti  dedicati al cibo.
L'antologia pubblicata da Skira, è stata realizzata nell'ambito di Expo Milano 2015 ed è la prima di una collana dedicata a Milano, raccontata attraverso i luoghi del cibo.
Dieci giornalisti, intellettuali, scrittori, nei loro racconti, hanno parlato di cibo, vita e uomini.
Parlare del cibo, raccontarlo, rappresentarlo è insito nell'uomo. Da sempre, arte e cibo sono un binomio imprescindibile.
Cibo come nutrimento del corpo e dell'anima.

Paolo Marchi, tra gli autori dell'antologia, ha dedicato il suo racconto ad Aimo e Nadia, due grandi, illustri, rappresentanti della cucina milanese con Il luogo di Aimo e Nadia.
Lunedì sera, nel chiostro del Piccolo Teatro di Milano, cibo, parole, vita, profumi, ricette, si sono intrecciati in un percorso suggestivo ed emozionante.
Sul palco, Aimo e Nadia, in un dialogo serrato e fitto con Paolo Marchi hanno raccontato  la loro storia, Tommaso Minniti, un attore teatrale ha letto alcuni brani del racconto di Paolo Marchi, mentre Alessandro Negrini uno dei due chef de Il luogo di Aimo e Nadiadietro ai fornelli, sullo stesso palco, ha preparato i celeberrimi spaghetti al cipollotto e peperoncino. Fabio Pisani, l'altro chef de Il luogo di Aimo e Nadia era rimasto al ristorante.

Tutto inizia nell'immediato dopoguerra, quando Aimo, non ancora quindicenne arrivò a Milano per vendere le caldarroste con lo zio Silvio.
Anni difficili, il cibo scarseggiava e i sogni lo condivano. Aimo, grande affabulatore, ha raccontato che la polenta rappresentava il pranzo e la cena e il condimento, dal coniglio ai funghi esisteva solo nella fantasia e nei racconti.
Mentre, invece, reali e concreti erano i ghisa, i vigili milanesi, temibili per un ragazzino non ancora quindicenne e, quindi, non in regola col permesso di lavoro.
Emozionante e vibrante il ricordo di quando fu salvato da una bellissima signora bionda e da un elegante signore che l'accompagnava. Solo anni dopo, Aimo scoprì che si trattava di Wanda Osiris e Carlo Dapporto.
Dalla sua prima cucina in via Copernico, un bar tabacchi gestito con sua madre, fino al locale storico in via Monteccuccoli, quando ancora non era nemmeno asfaltata, il locale che dal 98 ha assunto l'insegna definitiva: Il Luogo di Aimo e Nadia.
La vita di Aimo è stata dedicata interamente al cibo, al buon cibo. La sua passione, il suo entusiasmo si avverte in ogni sua parola.
Racconta la sua vita e ci parla del cibo. "Non esistono piatti ricchi o poveri, ma piatti buoni", "l'olio extravergine è il vero ed unico condimento".
Quando Stefania Moroni sale sul palco, sceglie di stare affianco alla madre, perché lei, a partire dalla Signora Nunzia, la madre di Aimo, una grande cuoca precisa Nadia,  è la terza generazione delle donne Moroni in cucina.

Mentre la storia si dipana, nell'aria si sparge il profumo del cipollotto e del peperoncino cucinato da Alessandro Negrini, che assistito da Elisa Pella, ci racconta la ricetta degli spaghetti col peperoncino e i cipollotti.
La zuppa etrusca, piatto toscano per eccellenza, chiude la serata, mentre sullo sfondo è ancora possibile vedere le fotografie di questa grande coppia e nell'aria echeggiano le parole che hanno raccontato la storia di una grande famiglia.

Giovanna

4 commenti:

  1. Un'esperienza per i sensi questa che descrivi, un modo di coinvolgere ancor più gli spettatori!! Sarebbe stato bello assistervi dal vivo.

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  2. Che bel viaggio nel tempo meravigliosamente raccontato....
    Sei troppo brava cara Giovanna
    Grazie!!!!!
    è stato come esserci
    Buona serata

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  3. Ma che meraviglia Giovanna! Il tuo racconto è davvero suggestivo, sei bravissima! :)
    Un abbraccio mia cara! Notte!

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  4. Sarebbe stato bello potervi partecipare! Ascoltare i racconti di vita degli altri è uno dei modi che amo di più per sentirsi più ricchi. Baci, Valeria

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