mercoledì 10 febbraio 2010

Soupe paisanne

Se c'è una cosa che non sopporto è lo spreco. Inteso nel senso più ampio del termine. Spreco di cibo. Di risorse. Di possibilità. Di vite umane. Della natura. Del tempo. E ovviamente del cibo.
Il mio non vuole essere un sermone sui difetti del capitalismo, e neanche una banalizzazione del: "stavamo meglio, quando stavamo peggio"!
Però, è innegabile che la nostra società volge sempre più al consumismo, tutto si butta, di tutto si dimentica il valore, tutto è sostituibile.
E se questo accade non è solo per una decadenza di valori, ma, soprattutto per una serie di modelli che biecamente tentano di imporci.
Nel libro di C. Petrini, Terra madre, come non farci mangiare dal cibo, ho letto, fra le tante cose, un capitolo dedicato ai semi.
Molti semi, ormai vengono brevettati. Ne hanno inventato uno chiamato Terminator, che può essere utilizzato una sola volta e basta. Quindi, non può essere rigenerato come accade, da sempre, per tutti gli altri semi.

Come ho detto non amo lo spreco del cibo. Non mi piace sprecare cibo proveniente da animali, e non mi piace sprecare il pane.

Per questo mi piace molto la raccolta, Il pane secco non si butta! ideata da Vale, del blog Mangia e bevi.

Col pane secco si possono fare tante cose, fra le quali questa meravigliosa Soupe paisanne, che non è una ricetta mia, ma è una specialità della Valle d'Aosta, letta qualche anno fa su La Cucina Italiana.

La ricetta originale prevedeva un mix fra fontina e toma, non avendo trovato la toma valdostana, ho utilizzato "soltanto" la fontina. Inoltre, invece del parmigiano, utilizzato da me, la rivista suggeriva il grana.
Più che una zuppa, è un tortino di pane, formaggio e fontina.
Ottimo come cena, in queste sere invernali.
Deliziosamente morbido e saporito. Reso particolare dall'inconfondibile retrogusto della fontina.

E anche se la fontina è il simbolo della cucina valdostana, eventualmente, si può utilizzare questa ricetta per riciclare qualche formaggio a pasta dura.
Un riciclo, nel riciclo.



Soupe paisanne

ingredienti per 4 persone

300 g. di pane casareccio raffermo,
200 g. di fontina valdostana,
brodo di carne,
parmigiano grattugiato.

Tagliate il pane a grosse fette. Affettate anche la fontina. Disponete alcune fette di pane sul fondo di una teglia, copritele con un pò di fette di formaggio e cospargetele col parmigiano. Fate un secondo strato di pane e formaggio ed eventualmente un terzo, fino ad esaurire gli ingredienti.
Bagnate ben bene con il brodo bollente e infornate la zuppa a 180° per 20 minuti circa.
Sfornatela e servitela fumante.



Come vino ho abbinato quello suggerito da La Cucina Italiana, il Blanc de Morgex, che con il suo lieve profumo di erbe alpine, accompagna la fontina.

16 commenti:

  1. Giovanna mi trovi pienamente d'accordo sullo spreco, anche io infatti riciclo a più non posso e non butto mai nulla...questa zuppa è fenomenale!
    bacioni

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  2. ho letto davvero con piacere il tuo discorso sullo spreco e sul consumismo, e mi trovi perfettamente d'accordo! Ti ringrazio tantissimo per questa ricetta per la mia raccolta... non l'ho mai provata, ma credo che sia buonissima, filante, morbida e sostanziosa... grazie!

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  3. Simo, grazie! Credo che sprecare sia anche un atto di egoismo verso le generazioni future.

    Vale, grazie! Veramente credo che bisognerebbe essere più consapevoli, che il mondo non è tutto nostro, e non possiamo impunemente distruggerlo.

    Baci Giovanna

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  4. Ciao carissima, concordo pienamente e sono contraria anch'io allo spreco! E' un peccato mortale buttare via il cibo, quando ci sono esseri umani che muoiono di fame! Anche la cucina toscana ha molte ricette a base di pane raffermo.
    Il tuo tortino è stupendo, saporito e, nello stesso tempo, delicato! Bravissima. Un bacione e buona serata

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  5. Anch'io sono come te: odio lo spreco e soprattutto quello energetico di vite umane!
    Questa preparazione è davvero gustosa, la segno e magari la preparo sabato.
    Baci e buona serata.

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  6. Io penso che tu abbia ragione su tutta la linea ma aggiungo che la società siamo noi e che le responsabilità sono anche nostre, di ognuno di noi che giorno dopo giorno sceglie, e per di più in una direzione che a me proprio non piace... per questo iniziative come queste sono ancora più lodevoli.
    Complimenti per la bella idea!

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  7. Quoto tutto!
    E poi questa ricetta dimostra che bastano pochi e semplici (anche riciclati) ingredienti per mangiare qualcosa di molto saporito!

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  8. Gio, ricordo che i miei genitori, che hanno passato la guerra, e il mio papà l'ha anche fatta, spesso ci preravano il pancotto. Semplicissimo, ma buonissimo. A me piaceva tanto, con su una bella grattata di parmigiano.... Adesso credo che nessuno lo faccia più, nemmeno io! Abbasso gli sprechi, evviva il riciclo!

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  9. Ma che bella ricetta è da fare. Brava davvero. Clementina

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  10. Un piatto rustico e davvero gustoso!
    bacioni

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  11. se penso a quante volte dico "domani faccio i canederli" o qualcos'altro col pane avanzato, e poi per mancanza di tempo lo trovo ammuffito dopo qualche giorno mi prendo a schiaffi da sola.

    D'accordissimo con te anche sullo spreco della "persona" e delle se qualita', e' una cosa che non sopporto neanche io :)

    A presto!

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  12. Son pienamente d'accordo con te...lo spreco è una cosa che non sopporto!
    idea molto gustosa questa per il pane raffermo! bravissima!

    baci
    Terry
    http://crumpetsandco.wordpress.com/

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  13. Lady Boheme, grazie! Credo che nella nostra società ci siano troppi squilibri, da una parte un'umanità obesa, e dall'altre persone che vanno, letteralmente a dormire con la pancia vuota.
    La cucina toscana ha ricette meravigliose, ieri sera ho fatto i fagioli all'uccelletto. Una bontà!

    Betty, grazie! E' vermanete gustosa.

    Iana, grazia! Sono d'accordo, anche noi siamo responsabili, ed anche noi dobbiamo impegnarci per cambiare soprattutto questa mentalità.
    Sono sempre convinta che le piccole azioni di ogni giorno, possono dare risultati concreti.

    Tania, grazie! Lo sai, per me la semplicità, anche in cucina è uno stile di vita.

    Teo, anche a Napoli si faceva una ricetta del genere. Anche se molto raramente, i miei genitori la preparavano.
    E ti dirò, nella sua semplicità e frugalità, mi piaceva!

    Clementina, grazie!

    Manuela e Silvia, grazie!

    Ciboulette, grazie! Anche a me capita, di pensare di preparare qualcosa col pane, e poi per mancanza di tempo me ne dimentico, e, ormai, il pane è inutilizzibile.

    Terry, grazie! E' davvero gustosa e anche semplicissima da preparare.

    Baci Giovanna

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  14. Ciao tesoro, grazie del tuo graditissimo commento! Un bacio e buona serata

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  15. Ciao Giovanna! ti ringrazio tantissimo per i complimenti, sia per gli gnocchi, sia per i gatti! ebbene sì, i nostri 5 miciotti fanno ormai parte della famiglia, e li adoriamo, anche se a volte si divertono a farci i dispetti! prima di sposarmi non amavo i gatti... avevo sempre avuto il cane (un pastore tedesco), e pensavo che i gatti fossero antipatici e opportunisti... poi ho conosciuto mio marito, letteralmente cresciuto con i gatti (i miei suoceri li allevavano!) e siccome viviamo in appartamento, non potevo pretendere di avere un cane... per cui abbiamo scelto di provare ad adottare il primo gatto... e adesso ne abbiamo 5! sono contenta che ti piacciano.. io ormai adoro i gatti in generale: sono delle creature eleganti e fiere... gli animali delle streghe!

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  16. dalla Valdaosta alla Sardegna le ricette a base di pane riciclato si assomigliano e ci affratellano, questa zuppa mi ricorda molto la zuppa cuata della gallura che ho pubblicato tempo fa, questa tua veramente super!!! una volta si diceva che buttare il pane era peccato, credo che lo sia davvero, si può usare veramente in tanti modi ,al limite si può dare agli animali reimpastato o a pezzi, i cani ad esempio ne vanno pazzi!
    un abbraccio Reby

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