giovedì 12 novembre 2009

Degustazione di tè verdi giapponesi


Come ho più volte scritto, il tè è una mia grande passione.
Che coltivo leggendo e approfondendo l'argomento, utilizzando esclusivamente tè in foglie, preparandolo seguendo tutte le regole, ovvero valutare la temperatura dell'acqua, il tempo di infusione, la scelta della teiera giusta, che consenta alle foglie di galleggiare ed espandersi liberamente.
E poi bevo tutti i tipi di tè, indiani, cinesi, giapponesi, birmani, e di qualunque tipo, verdi, neri, oolong, bianchi, affumicati.
E in base all'umore o alla pietanza abbino il tè.

Ieri, sono riuscita a ritagliarmi un paio d'ore, e ho partecipato ad una degustazione di tè verdi giapponesi, presso la Scuola di cucina della Cucina Italiana.

Sono sincera, mai tempo è stato speso meglio.

La relatrice, esperta di tè, la Sig.ra Barbara Sighieri, della Teiera eclettica, ha spiegato la storia del tè verde giapponese, e soprattutto ho assistito alla Cha No Yu, ovvero la cerimonia del tè giapponese.
E comunque ho degustato una serie di tè verdi, accompagnati da una chiffon cake, preparata aggiungendo agli ingredienti tè verde matcha; biscotti e cioccolattini al tè verde.
Non appena realizzo la torta, posto la ricetta.

Come al solito, la macchina fotografica, nonchè penna e taccuino erano con me.

Una premessa velocissima: tutti i tè verdi giapponesi hanno un sapore fresco, come di erba appena tagliata, di mare di alghe, in quanto, la tecnica per impedire l'ossidazione del tè è la vaporizzazione.

Il tè della fotografia iniziale è il Kokeicha, un tè, dapprima polverizzato, quindi mischiato con l’amido di riso, che lo trasforma in una pasta, e poi tagliato a forma di aghi di pino.
Il suo sapore è molto pieno, e ideale da bere la sera per il basso contenuto di caffeina.



E il suo contenuto di amido lo rende ideale per la preparazione dei dolci.

Ho fotografato anche come si presentavano i vari tipi di tè dopo l'infusione.

Il tè verde Genmaicha è molto particolare, in quanto si prepara unendo al tè sencha, il riso e i chicchi di mais.



Il tè Gyokuro, molto raffinato, ha un sapore dolce, fresco che ricorda molto il mare, le alghe.
Le foglie dopo l'infusione sembrano spinaci.

Nella foto sottostante ci sono diverse qualità di tè verde Matcha, un tè in polvere utilizzato nella "cerimonia del tè"

Cha No Yu, ovvero la Cerimonia del tè, veniva officiata dai monaci buddisti, ai quali spetta il merito di aver portato dalla Cina, i semi della pianta del tè, la Camelia Sinensis.
Quindi, inizialmente, il tè, per il basso contenuto di caffeina, si beveva nei monasteri in quanto favoriva la meditazione.
La cerimonia del tè era, anche, preparatoria alle battaglie, quindi aveva la valenza di preparazione, riflessione e meditazione.
Questa cerimonia avveniva nella casa del tè, un luogo simbolico, con un arredamento essenziale, il tatami, un fiore tipico della stagione, e il pensiero del giorno, che era correlato, talvolta, con la battaglia.
Questa casa, aveva come accesso una porta alta appena 90 cm, quindi per entrare bisognava chinarsi; questo rituale eliminava le gerarchie, infatti anche l’imperatore, come gli altri, era costretto ad inchinarsi.
Inoltre gli shogun, dovevano entrare senza armi, quindi erano “nudi”, senza protezione
.

Ieri, invece, la cerimonia è stata "celebrata" da una ragazzza giapponese, che con molta eleganza, e agilità, ha preparato il tè, realizzando la schiuma, come si vede in foto, e posando con molta perizia la bacchetta, non mi ricordo più il nome corretto, sulla scatola di lacca.
Vi assicuro che non è affatto semplice.

Il tè, per non disperdere l'aroma, va conservato in scatole di latta ermetiche.
Ne so qualcosa, visto che a casa ne ho tante.
Però, durante la cerimonia del tè, il tè veniva posto in una scatola di lacca.

Sarà che mi piace il tè, e soprattutto la ritualità, ma la scatola la trovo deliziosa.

La chiffon cake, sofficissima e dal sapore molto particolare.





E, anche se sembra incredibile, ho incontrato una mia ex alunna.
Infatti per molti anni ho insegnato materie scientifiche, per poi cambiare completamente campo.
Ieri, all'inizio della degustazione, una ragazza si avvicina e mi saluta con molta familiarità.
Io ho una memoria di ferro, ricordo con molta facilità, tutta una serie di cose, ma lo ammetto, ho un problema, non sono per niente fisionomista.
Dunque, se solitamente cerco di ricordare velocemente chi ho di fronte, e talvolta non mi riesce subito e faccio delle figuracce incredibili, ieri sono stata diretta, e le ho chiesto chi fosse.
Così lei si è presentata e i ricordi hanno iniziato a fluire.
Sono sincera, in un'epoca di social network, di rapporti riallacciati tramite mezzi informatici, è stato bellissimo, incontrarci così, per caso, e scoprire che una ragazzina, che era stata una mia alunna, e con la quale parlavo tanto, crescendo è diventata una fotografa, con una grande passione per il tè e il Giappone.

3 commenti:

  1. Ciao Giovanna :)

    Il tuo blog è stupendo ed è impossibile leggerlo senza acquolina in bocca..! E' stato davvero bellissimo ritrovarsi per un'occasione bella come quella di ieri. Sappi che seguirò costantemente il tuo blog e quando vorrò cimentarmi in cucina proverò le tue ricette ^__^

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  2. Bellissimo questo post, deve essere stato fantastico partecipare ad una degustazione del tè! Il post lo voglio leggere con calma però, spero finalmente di capirci e imparare qualcosa di più, non sono esperta come te ma mi piacerebbe!

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  3. Ciao Chiara, grazie davvero! Credimi è stata una gioia anche per me rivedersi. E in un'atmosfera così bella e raffinata! Ti ringrazio per la fedeltà, ma come abbiamo gia detto, oltre che leggere il blog, e preparare le ricette, ti aspetto nella mia cucina, reale, non virtuale!

    Tania, grazie. Se ami il tè, è stato davvero un pomeriggio ricco e interessante.

    Baci Giovanna

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