venerdì 29 agosto 2008

Ciambella al cacao


La mattina, si sa, si è sempre di corsa, e spesso il tempo per fare colazione non lo si trova proprio, il più delle volte ci si limita ad un caffè, bevuto velocemente, mentre si sbrigano mille altre cose tutte ritenute più urgenti. Anche io spesso, per la fretta, durante la settimana tendo a non mangiare nulla, per poi arrivare ad ora di pranzo affamatissima; proprio per evitare questo preparo spesso una ciambella che con un pò di marmellata, possibilmente di arance amare e una tazza di tè, ovviamente in foglie, scelto fra i vari tipi di cui sono fornitissima: tè verde, giallo, nero, bianco, oolong, giapponese, cinese, indiano, vietnamita e la lista potrebbe continuare a lungo, mi rallegrano l'inizio giornata e mi riconciliano con la "levataccia".

Ciambella al cacao

225 g. di farina,
75 g. di frumina,
125 g di yogurt,

3 uova,
poco più di mezzo bicchiere di latte tiepido,
160 g. di zucchero,

1 cucchiaino di cacao,
1 bustina di lievito,

zucchero a velo,
olio per ungere la teglia.

Montate gli albumi a neve fermissima; lavorate i tuorli con lo zucchero, aggiungete mano a mano, la farina e l'amido di frumento setacciati e lo yogurt, io ne ho utilizzato uno ad un leggero sapore di limone, unito al cacao l'effetto era piacevolissimo, unite delicatamente gli albumi montati, la bustina di lievito, il latte tiepido e mescolate bene, facendo attenzione a non far sgonfiare gli albumi; versate metà composto in una teglia precedentemente unta e spolverizzata di farina, aggiungete al restante impasto il cacao, mescolate ancora, aggiungetelo all'altro impasto, ed infornate nel forno già caldo a 180° per circa 40 minuti, sfornate, fate intiepidire e sformate la ciambella su una gratella, quando è completamente fredda trasferitela sul piatto di portata e cospargetela di zucchero a velo.

Come tè ho abbinato il te nero arancia e cannella che completava il sapore leggermente agrumato della ciambella e si integrava perfettamente col cacao.

3 commenti:

  1. Buono buono e buono...anche io lo faccio qualche volta, ma quel che più mi lega a questo dolce bicolore è il ricordo di quando mamma lo andava a comprare nella bottega del paese, naturalmente fatto dal fornaio e sembrava un dolce fatto in casa...purtroppo anche dai piccoli fornai di oggi si sente l'odore dell'industrializzazione...che sapori! Mi hai fatto tornar voglia di mangiarlo!
    Martina

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  2. Martina hai raccontato una storia bellissima, mi sembrava di vederla la bottega con i dolci, il pane, le ciambelle tutte cose semplici e buonissime, e poi gli odori del pane appena sfornato, le ciambelle, il cacao, il lievito, tutti mischiati in un'unica fragranza....che bella immagine. Giovanna

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  3. Buonissssssima, come già sapete adoro le torte da "puccio"....
    La divorerei!

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