Pinsa con fichi, stracciata e affettato vegano
Chissà perché per molte persone l'idea che un piatto abbia origine antica, specialmente se risale all'antica Roma, lo renda maggiormente affascinante. Così, diversi piatti concepiti negli ultimi decenni diventano antichi.
Per il mio lavoro leggo molto di cucina e, spesso, trovo queste perle di "antichità". E così, il panuozzo che è stato ideato negli anni '80 a Gragnano, una cittadina in provincia di Napoli, da molte persone che parlano di cucina, viene fatto risalire all'antica Roma.
Sono napoletana e, di tanto in tanto il sabato, andavo con gli amici a Gragnano a mangiare il panuozzo, conoscevo la sua storia e sapevo bene che non aveva antiche origini.
Quindi, quando l'ho letto, anche reiteratamente, mi sono chiesta perché? Perché non informarsi, ma soprattutto perché attribuirgli una storia che non ha.
Questo discorso, vale per molti altri piatti, mi limiterò alla pinsa, che non ha le antiche origini che in tantissimi le attribuiscono. La pinsa, lo dico subito, l'ho scoperta da pochi anni ed era accompagnata sempre da questa patina di antichità.
Come faccio sempre, con le cose che non conosco, mi sono informata. E tra tanti siti che sostenevano le origini antiche della pinsa, ho trovato un articolo sul Post, giornale che leggo abitualmente, ma che, evidentemente quell'articolo del 2021 mi era sfuggito, smentiva le origini antiche della pinsa a seguito di un'ammissione dello stesso inventore del lievitato.
Ora sia chiaro, non succede niente se si scrive che un piatto ha un'origine più o meno antica, però mi incuriosisce capire, perché far risalire un alimento a tempi antichi, dovrebbe essere più invitante, o renderlo più importante o chissà che altro.
La pinsa, come vi dicevo è una scoperta di questi ultimi anni, l'ho preparata un 4-5 volte, sempre con un preparato per pinsa. Qualche giorno fa, però, ho deciso di farmela da me perché volevo provarla con i fichi freschi. Così, sapendo la tipologia delle farine che servivano per fare una pinsa ho elaborato una ricetta.
Fra le farine che occorrono per fare la pinsa serve quella di soia, ma ho girato tanti supermercati senza trovarla. Alla fine ho pensato di farla con la farina W 350, quella di riso e un po' di farina integrale.
Sono partita dal poolish, ho aggiunto un po' d'olio evo e ho fatto un impasto idratato all'80%. L'ho fatto lievitare per 23 h. Poi, dopo l'acclimatamento ho ricavato 2 panetti, li ho fatti lievitare per 2 ore e 15 minuti, poi ho ricavato le pinse, le ho cotte in forno sulla refrattaria per 8 minuti.
Le pinse le ho condite con fichi freschi, stracciata di bufala, affettato vegano e rucola. L'impasto della pinsa era buonissimo e le il condimento era perfetto. I miei commensali l'hanno apprezzato molto.
Pinsa con fichi, stracciata e affettato vegano
tempo di preparazione: 1 ora, più il tempo di lievitazionetempo di cottura: 8 minuti
difficoltà: media
ingredienti per 2 pinse
per il poolish:
100 g di farina W 350
100 g di acqua
2 g di lievito di birra fresco
per l'impasto:
190 g di farina W 350
30 g di farina di riso
30 g di farina integrale
1 g di lievito di birra fresco semola rimacinata q.b. 10 g di olio extravergine di oliva, più un po'
180 g di acqua
5 g di sale
per il condimento:
8 fichi
50 g di affettato vegano
30 g di stracciata
rucola q.b.
olio extravergine di oliva
pepe nero
Preparazione del poolish
Per prima cosa preparate il poolish: setacciate la farina in un contenitore, aggiungete il lievito di birra sbriciolato e versate l'acqua, mescolate. Poi, coprite con la pellicola e fate lievitare per 12 ore.Preparazione impasto
Poi, setacciate le 3 farine in una ciotola capiente aggiungete il lievito di birra sbriciolato, versate il poolish e cominciate ad integrarlo, poi aggiungete mano a mano acqua e mescolate con un cucchiaio.Quando tutta l'acqua è stata inserita, aggiungete il sale e continuate ad impastare per integrarlo all'impasto. Impastate ancora per qualche minuto, poi aggiungete l'olio evo poco per volta.
Infine, versatelo sulla spianatoia cosparsa di semola, pirlate l'impasto e riponetelo nella ciotola e coprite con la pellicola.
Fate lievitare 30 minuti, poi fate un giro di pieghe C&F e fate in modo che le pieghe siano a contatto col fondo del recipiente.
Coprite con la pellicola e fate lievitare a temperatura ambiente per 30 minuti, poi riponete la ciotola in frigorifero e fate lievitare per 23 -24 h.
Dopo 24 h
Trascorse 23 h tirate il contenitore fuori dal frigorifero e lasciatelo acclimatare per 30 minuti, poi versatelo sulla spianatoia cosparsa di semola e stagliatelo in 2 parti di pari peso.Poi, date una preforma e poneteli in 2 recipienti unti, coprite e lasciate lievitare per 2 h e 15 minuti.
Preparazione condimento
Sciacquate e asciuugate i fichi, poi tagliateli a metà.Sciacquate la rucola.
Almeno un'ora prima di infornare le pizze ponete la pietra refrattaria nel forno e infornatela alla massima temperatura.
Preparazione pinse
Non appena lievitati i panetti, e stendetelo pinsandolo con i polpastrelli, fino ad ottenere la forma ovale. Ponetelo sulla pala ben spolverata di semola, conditelo con un filo di olio evo poi mettetelo nel forno e fate cuocere per 7 -8 minuti.Fuori dal forno conditela con i fichi, l'affettato vegano la stracciata e la rucola. Aromatizzate con un pepe nero macinato al momento e portate in tavola.
Ripetete gli stessi passaggi per l'altro panetto.








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