Ancora Buon 2010 a tutti!!!!
Oggi c'è un sole splendido, e tutto il freddo e la neve dei giorni scorsi, è andato via.
La ricetta che vi presento oggi è allegra, facile, veloce e (se piacciono le alici sott'olio) veramente deliziosa.
In alternativa potete decorare la polenta con fettine di salsiccia, o di salame, o qualche dadotto di formaggio.
Alla polenta ho dato la forma di stelline, per dargli un tocco natalizio, festoso, ma ovviamente vanno bene tutte le forme.
Io l'ho preparato come antipasto, ma potrebbe andare bene anche per un secondo piatto, o magari, data la presenza della polenta, aumentando un pò le dosi, anche come primo.
Come polenta ho utilizzato farina di mais bramata, biologica.
In genere preferisco utilizzare prodotti biologici, non soltanto per la migliore qualità , ma anche per il rispetto dell'ambiente.
Stelline di polenta con alici farciti
Ingredienti per due persone
125 g. di farina di mais bramata
1 confezione di alici farcite con i capperi
olio extravergine di oliva,
sale
pepe.
Preparate la polenta secondo le istruzioni riportate sulla confezione.
Poco prima della fine della cottura insaporite con un'abbondante macinata di pepa macinato al momento.
Versatela su un tagliere, livellatela e fatela raffeddare.
Prima di servirla, con una formina ritagliate delle stelline, passatele un paio di minuti per lato, in una padella molto calda, velata da un filo d'olio.
Disponetele in un piatto di portata, e decoratele con le acciughe.
Come vino ho abbinato un Bardolino chiaretto.
Il tronchetto natalizio è un dolce tipico francese, sicuramente più appropriato per il Natale che per Capodanno.
Poichè, è uno dei (pochi) dolci natalizi che mi piace molto, ho voluto postarlo comunque, e poi fino all'Epifania c'è sempre aria di festa.
La preparazione è semplicissima: pasta biscuit, farcita, solitamente, con una mousse al cioccolato.
Col tempo ho messo a punto una crema che accontenta tutti, marmellata di marroni, lavorata con zucchero al velo, vaniglia, cacao e marron glacè.
La crema non è molto dolce, piace anche a chi non ama i marron glacè e marmellata di marroni, perchè il gusto si stempera col cacao, la vaniglia e lo zucchero.
Inoltre non ci sono liquori, quindi è molto adatto ai bambini.
Per decorare ho scelto cioccolato fondente all'85 %: il suo gusto amaro, compensa la dolcezza della farcia.
Puoi leggere questa ricetta anche su Report on Line.
E col tronchetto vi auguro in dolcezza un Buon Anno!
Tronchetto natalizio
ingredienti per 8 persone
per la pasta biscuit:
80 g. di farina 00,
80 g. di zucchero,
2 uova,
vaniglia, burro per la placca,
per la farcia:
150 g. di marmellata di marroni,,
20 g. di zucchero a velo,
2 cucchiaini di cacao amaro in polvere,
2 marron glacè,
vaniglia,
per la decorazione:
100 g. di cioccolato fondente 85%,
40 g. di burro,
ciliegine candite,
cedro candito,
zucchero al velo,
cacao.
Montate le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto spumoso e molto chiaro, aggiungete la farina e i semi di vaniglia, mescolte bene e versate il composto su una placca imburrata, ricoperta di carta forno e imburrata.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 15 minuti, quindi avvolgete la pasta su un canovaccio e fatela raffreddare.
Intanto preparate la crema: in una terrina unite alla marmellata di marroni lo zucchero al velo, e con una frusta lavorate fino ad incorporare bene lo zucchero e a creare una crema soffice e vellutata, aggiungete il cacao e lavorate ancora con le fruste, quindi unite i semi di vaniglia e i due marron glacè tagliati a pezzettini.
Amalgamate bene il tutto e fate riposare in luogo fresco per un paio d'ore.
Quando la pasta sarà fredda, spalmate la crema, avvolgetelo, chiudetelo strettamente nella pellicola e ponetelo per almeno un paio d'ore in frigo a consolidarsi.
Quindi liberato dalla pellicola, tagliate obliquamente le due estremità che porrete ai lati del dolce.
Fate sciogliere a bagnomaria il burro con il cioccolato, rivestite il tronchetto, con i rebbi di una forchetta create le varie scanalature.
Fate raffreddare.
Al momento di servirlo decoratelo con la frutta candita e spolveratelo con cacao e zucchero al velo.
Come dico spesso, non aspetto Natale per preparare pietanze particolari, la mia cucina è più legata all'alternanza delle stagioni che alle festività .
Se ho voglia di una particolare pietanza, appena ho un attimo di tempo la preparo, senza aspettare particolari ricorrenze, anche perchè, e lo dico con grande sincerità , credo che la vita vada celebrata ogni giorno.
E così anche quest'anno ho preparato un pranzo all'insegna della sobrietà , della semplicità , e possibilmente della leggerezza.
Ed anche se avevo voglia di preparare dei biscotti natalizi, avendo preparato qualche giorno prima, i frollini alla cannella, ho optato per dei frollini salati, dandogli delle forme tipicamente natalizie.
Ho preparato un impasto unico, e una volta freddo l'ho suddiviso in tre parti, aromatizzando il primo col pepe di Sechuan, mentre per gli altri due impasti ho utilizzato semi di sesamo e semi di papavero.
I frollini erano molto aromatici, molto friabili e saporiti.
Ottimi da abbinare con salumi, io li ho abbinati a prosciutto crudo di Parma, scelto per la sua dolcezza, e al culatello di zibello.
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Frollini salati
ingredienti per circa 50 frollini
155 g. di farina 00,
65 g. di parmigiano grattugiato,
120 g. di burro,
1 tuorlo,
1 pizzico di sale,
pepe di Sechuan,
semi di papavero,
semi di sesamo.
Impastate la farina, il parmigiano e il sale col burro freddo tagliato a pezzetti, unite il tuorlo d'uovo e lavorate fino ad ottenere un impasto non troppo duro, ma neanche appiccicoso, avvolgetelo nella pellicola e ponetelo in frigorifero per almeno 2 -3 ore.
Quindi dividetelo in tre parti, stendete ognuna, lasciando le altre nel frigo.
Lavorate la prima col pepe di Sechuan e ricavate delle stelle, stendete il secondo, ritagliate delle comete e ricopritele di semi di sesamo e il terzo, una volta steso dategli la forma di abete e ricopritelo con i semi di papavero.
Infornateli a 180°, su una placca ricoperta di carta da forno, per circa 12 -13 minuti, o fino a quando non saranno dorati in superficie.
Qui a Milano nevica da ore, il paesaggio è magicamente imbiancato, e i suoni ovattati.
Adesso che sono a casa, con una tazza di tè caldo, mi piace.
Mi piace molto vedere lo sfarfallio dei fiocchi e la neve che mano a mano ricopre tutto.
E in una serata fredda come questa una zuppetta calda e fumante è proprio l'ideale.
La zuppetta doveva essere preparata in tutt'altro modo, ma non avendo trovato le verdure giuste, ho optato per una zuppa di lenticchie, cotte con patate, carote, cipolle, aromi varie, e poi frullate col minipimer.
Fra le varie spezie ho utilizzato il pepe di Sechuan, una spezia che al di là del nome, non ha nulla da condividere con il pepe.
Molto utilizzata nella cucina orientale, sia nelle preparazioni dolci che in quelle salate, ha un aroma molto particolare: non forte e piccante come il pepe o il peperoncino, e con un leggero retrogusto di limone.
La zuppa l'ho accompagnata con dei crostini di pane, spennellati di olio, leggermente salati e tostati per qualche minuto nel forno caldo.
La zuppa era veramente molto buona, calda e corroborante.
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Zuppetta calda di lenticchie
ingredienti per 2 persone:
60 g. di lenticchie
1 patata grande,
2 carote medie,
2 cipolle dorate piccole,
4 cucchiai di pomodorini in scatola,
2 gambi di sedano con le foglie,
olio extravergine di oliva,
2 fette di pane,
2 chiodi di garofano,
1 foglia di alloro,
bacche di pepe rosa,
pepe di sechuan,
sale.
Scegliete a dito le lenticchie, lavatele e ponetele in una capiente casseruola, insieme alle verdure lavate e tagliate a tocchetti, i pomodorini, le spezie, l'alloro, 2 cucchiai di olio extravergine di oliva e il sale.
Ricoprite con acqua e dopo l'ebollizione fate sobbolire per circa un paio d'ore, eventualmente aggiungete altra acqua calda.
Quindi frullate, abbastanza grossolanamente, col minipimer, e fate cuocere fino a quando la zuppa sarà addensata.
Tagliate il pane a bastoncini, spennellateli con l'olio, salateli e poneteli sotto il grill, fino a quando saranno dorati.
Servite la zuppa caldissima.
Come vino ho abbinato un Primitivo di Manduria
Al contadino non far sapere quanto è buono il formaggio con le pere...
In questo detto popolare c'è un'innegabile verità : il formaggio, abbinato alle pere è buonissimo.
Partendo da questo assunto, ho pensato di utilizzare le pere e il formaggio per una preparazione salata.
E non volendo preparare la solita quiche, ho optato per questi ravioli, nel cui ripieno la pera è presente unitamente alla ricotta e al taleggio, formaggio dal sapore deciso.
In questo caso ho utilizzato una stagionatura media, per non coprire troppo il sapore delle pere.
Sempre nel ripieno ho utilizzato la ricotta, per fare da legante fra il taleggio e le pere.
Ed ovviamente anche il parmigiano reggiano, e la noce moscata per dare un tocco aromatico.
Li ho conditi con la pera tagliata a tocchetti, ammorbidita ed insaporita in una noce di burro, e aromatizzati dalla noce moscata, che richiamava il ripieno, e abbondante parmigiano reggiano, grattugiato con una grattugia a fori grossi.
I ravioli erano veramente molto buoni, tutti i sapori erano ben amalgamati.
Ho anche pensato di prepararli per il pranzo di Natale, anche se in merito a questo ho le idee molto, molto confuse.
Poichè i ravioli li ho preparati in quantità industriale, anche se a me non piace surgelare, li ho surgelati e mangiati la settimana successiva, ed erano ancora molto buoni e gustosi.
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Ravioli formaggio e pere
Ingredienti per 6 persone
per l'impasto:
240 g. di farina 00,
60 g. di semola,
3 uova,
per il ripieno:
200 g. di ricotta di pecora,
100 g. di Taleggio di media stagionatura,
40 g. di parmigiano grattugiato,
65 g. di pere Abate,
noce moscata,
per il condimento:
160 g. di pera Abate
una noce di burro,
parmigiano reggiano
noce moscata.
Per la lavorazione dell'impasto cliccate qui; intanto che l'impasto si riposa preparate il ripieno:
tagliate a dadini molto piccoli la pera, dopo averla lavata e pelata, unite la ricotta, il parmigiano, il taleggio tagliato anch'esso a dadini molto piccoli e la noce moscata; lavorate bene tutti gli ingredienti, fino a formare un impasto omogeneo.
A questo punto tirate la sfoglia, e preparate i ravioli col ripieno.
Lessateli in abbondante acqua bollente salata, e conditeli con un sugo ottenuto facendo ammorbidire e insaporire la pera tagliata a tocchetti in una noce di burro, aromatizzata dalla noce moscata.
E un'abbondante grattugiata di parmigiano reggiano.
Preparare i biscotti riporta sempre all'infanzia, quando si pasticciava, si impastava, si giocava con le formine a ritagliare varie sagome, si infornava e si aspettava trepidanti che i biscotti fossero pronti.
Certi ed orgogliosi di preparare dei capolavori, anche quando la stella aveva perso una punta, la cometa sembrava un ibrido, e l'omino aveva perso un braccio o una gamba.
Ma inebriati dall'odore delle spezie, e felici di fare quello che realizzavano i "grandi", i nostri biscotti ci sembravano dei capolavori.
Qualche anno è passato, e i biscotti che preparo hanno delle forme più credibili, non oso dire perfette; ma la magia, l'odore delle spezie che preannuncia le festività , il piacere di impastare quello è rimasto intatto.
I biscotti li preparo poco, anche perchè, per lo più sono troppo ricchi di burro, e come ormai saprete, preferisco preparazioni più leggere, e comunque la mia passione erano e restano i primi piatti.
Ma quando ho visto questa ricetta sulla Cucina Italiana di dicembre, non ho resistito, e in barba ai 175 g. di burro, li ho ben impressi, anche senza leggere la ricetta, li ho preparati.
La ricetta originale suggeriva di preparare un rettangolo e di tagliare i biscotti con un tagliapasta quadrato.
Io ho steso la pasta, ho ottenuto un rettangolo tagliando col coltello la pasta in eccesso, formando dei biscotti che non ho offerto, e poichè non avevo il tagliapasta quadrato li ho tagliati col coltello.
Ne valeva veramente la pena: la casa era profumatissima, l'odore della cannella si spandeva allegramente nell'aria, e i miei ospiti li hanno molto apprezzati.
E poichè i biscotti, mi piace sempre accompagnarli al tè, non ho avuto esitazioni e li ho abbinati ad un tè verde giapponese, il Sencha, speziato allo zenzero.
Ho scelto il tè verde giapponese per la sua freschezza, che ben contrastava con la sapidità data dal burro, e lo zenzero che si abbinava molto bene alla cannella.
Quelli avanzati li ho abbinati nei giorni successivi al tè nero alle arance amare.
La cannella e le arance formano un connubio perfetto!
Per il tè: riscaldate l'acqua ad 80°, versatela in una capace teiera, dove avrete già messo il tè verde e una decina di rondelle sottili di zenzero.
Dopo due minuti di infusione filtrate in un'altra teiera, e servitelo con qualche altra rondella di zenzero fresco.
Questi timballini li ho preparati martedì scorso, per un pranzo tra amici. Volevo preparare qualcosa che fungesse da piatto unico, anche perchè sia a me che a mio marito, che ai nostri ospiti, troviamo eccessivo il canonico pranzo antipasto-primo-secondo-contorno-dolce e frutta.
E così ho preparato il plum cake agli agrumi, dei biscotti che poi posterò da offrire col caffè, o il tè, un piatto con i carciofi, anche questo ancora da postare, e i timballini che facevano da piatto unico.
La ricetta è sulla falsariga dei timballini di risotto giallo, ma sia il brodo utilizzato per il risotto, che il ripieno erano completamenti diversi.
E poi questa volta mi sono attrezzata ed ho utilizzato gli stampini da plum cake alti 7 cm!
Per il ripieno mi piaceva molto l'accostamento prosciutto cotto e piselli, unito a perline di mozzarella, e così ho deciso di provarlo.
Il risultato: deliziosi, tutti i sapori si sono fusi e amalgamati l'uno nell'altro, senza però sopraffarsi.
Sicuramente da rifare!
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Timballini di riso con prosciutto e piselli
Ingredienti per 8 timballini
Per il risotto:
320 g. di riso Vialone nano,
35 g. di cipolla dorata,
50 g. di parmigiano grattugiato,
1 bustina di zafferano,
olio extravergine di oliva,
sale,
pepe,
per il ripieno:
230 g. di piselli in scatola,
120 g. di prosciutto cotto, tagliato in due fette,
150 g. di perline di mozzarella,
20 g. di cipolla dorata,
sale,
pepe,
per il brodo:
1 carota media,
1 cipolla dorata,
2 patate piccole,
1 gambo di sedano,
1 foglia di alloro,
grani di pepe rosa,
chiodi di garofano.
Per prima cosa preparate il brodo vegetale: in una pentola ponete tutti gli ingredienti, coprite con acqua e fate cuocere a fuoco lento per circa 40 minuti.
Intanto preparate il ripieno: tritate a coltello la cipolla e fatela soffriggere in un cucchiaio d'olio, unite i piselli, salate, pepate, aggiungete un paio di mestoli di brodo e cuocete per circa 20 minuti, quindi unite il prosciutto cotto tagliato a dadini e cuocete ancora per una decina di minuti, eventualmente aggiungete un altro pò di brodo.
Quindi preparate il risotto: fate soffriggere la cipolla tritata a coltello in 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, quindi unite il riso, mescolate bene, e quando sarà traslucido unite un paio di mestoli di brodo, salate, pepate e portate a cottura aggiungendo mano a mano il brodo bollente; poco prima della fine della cottura unite lo zafferano sciolto in un mestolino di brodo, e dovendo cuocere il riso al forno, spegnete dopo circa 14 minuti di cottura.
Mantecate col parmigiano.
Ungete di olio 8 stampini da creme caramel, spolverizzateli di pane grattugiato e foderatene bordi e fondo di risotto, nell'incavo ponete in questa sequenza: tre perline di mozzarella, un cucchiaio di piselli e prosciutto, altre tre perline, un altro cucchiaio di piselli e prosciutto, pressate bene, unite una sola perlina di mozzarella e chiudete con il risotto.
Ponete in forno preriscaldato a 180° per circa 15 - 20 minuti.
Quindi sfornateli, lasciateli intiepidire e sformateli, serviteli accompagnati dalle perline di mozzarella e dal prosciutto e piselli avanzati.
Come vino ho abbinato un bianco del Tigullio.
Evidentemente questo dev'essere un periodo di buona musica, perchè dopo lo scorso post, torno a parlare ancora di musica.
Questa volta però di un genere completamente diverso, e in un contesto completamente diverso.
Come ho già scritto, la musica classica mi piace moltissimo.
Però, ho altri due grandi miti, uno è Fabrizio De Andrè, Faber, l'altro è Sting, che con i Police prima, e come solista adesso, continua a stupire e a fare musica meravigliosa.
In ogni suo disco si rinnova, ogni suo lavoro è un concentrato di bravura.
Riesce a fare tante cose diverse, mantenendo sempre un senso di coerenza musicale, e risultando sempre credibile e bravissimo.
Due anni fa, con Edin Karamazov, ha pubblicato un disco per sola voce e liuto, Songs from the Labyrinth, con musiche del liutista del cinquecento John Dowland.
In pratica un cantante rock, con molte sfumature nel jazz, che incide un disco utilizzando uno strumento musicale antico, cantando brani di un musucista del cinquecento.
Ho avuto la fortuna di poterlo vedere all'Arcimboldi a Milano in concerto, una serata di magia e poesia.
Splendida Roxanne con arrangiamenti del cinquecento.
Dopo questa avventura la reunion con i Police, che ahimè, non sono riuscita a vedere, e adesso questo nuovo disco, ispirato dal freddo dell'inverno, inciso in Toscana, e dedicato all'inverno con ballate e canti popolari della tradizione inglese.
La prima volta che ho sentito Soul cake, ho pensato ad una torta dell'anima, e poichè per me il cibo ha, anche, un forte valore simbolico, ho pensato subito ad un dolce morbido e fragrante come la ciambella.
E mi è venuta voglia di prepararla.
E pensavo ad una ricetta semplice ma golosa.
Poi Sting è stato ospite al programma di F. Fazio, e ha spiegato che la soul cake, è una preghiera.
Il giorno di Tutti i Santi, i ricchi lasciano dei cesti con dei panini per i poveri, che in cambio cantano e pregano per loro.
Allora ho pensato che la torta doveva essere semplice, ma non golosa, più austera.
Poi ho comprato il cd, ho letto il testo della canzone:
"A soul cake, a soul cake.
Please, good missus, a soul cake.
An apple, a pear, a plum or a cherry".
E la ricetta è venuta da sola: farina, olio yogurt e mela, io ho usato le annurche, ci saranno in Inghilterra? Fa niente, il disco è stato preparato in Toscana, e poi pere, uva passa e ciliegine candite.
Il risultato: una torta soffice e gustosa, dal sapore semplice e fruttato.
Puoi leggere questa ricetta anche su Report on Line.

Soul cake
ingredienti per 6 persone
150 g. di farina più un pò,
100 g. di fecola di patate,
100 g. di zucchero,
125 g. di yogurt,
2 uova,
1 pera,
1 mela,
40 g.di uva passa,
10 ciliegine candite,
1 bustina di lievita per dolci,
il succo di 1 limone,
olio extravergine di oliva.
Montate lo zucchero con le uova fino ad ottenere un composto spumoso, aggiungete la farina, la fecola e il lievito setacciati, lo yogurt, 3 cucchiai di olio extravergine di olivae il succo del limone.
Passate nella farina l'uva passa precedentemente ammollata, strizzata e asciugata, la mela e la pera pelate e tagliate a dadini e le ciliegine tagliate grossolanamente.
Unite, delicatamente per non smontare l'impasto, la frutta e ponete tutto iu uno stampo da plum cake, precedentemente unto e infarinato.
Cuocete in forno preriscaldato a 180° per circa 35 - 40 minuti.
Come sempre vale la prova stecchino, e tenete presente che la frutta conferisce una certa umidità .
Ho abbinato un tè nero di Ceylon.
Stasera a Milano la stagione lirica del Teatro alla Scala,è statainaugurata dalla Carmen di G. Bizet, diretta dal direttore d'orchestra Daniel Barenboim.
Come appassionata di musica classica, la lirica mi piace un pò meno, mi sarebbe piaciuto moltissimo esserci.
La Carmen è un'opera bellissima e modernissima, piena di pathos.
Giovedì scorso, Daniel Barenboim è stato il protagonista del programma di F. Fazio, Che tempo che fa, una delle poche isole felici, in un panorama televisivo, francamente deprimente.
Il programma era uno special, dedicato completamente alla musica classica.
Infatti oltre a Barenboim, erano presenti C. Abbado e M. Pollini.
Nel corso della serata, questi tre giganti, hanno suonato, o diretto a seconda delle competenze, ed hanno fatto ascoltare alcuni brani tratti proprio dalla Carmen ed eseguiti dall'orchestra ora in scena.
E questi tre grandi musicisti hanno dimostrato che la musica non vive in un contesto avulso dalla realtà , ma, al contrario, la musica può diventare un motivo d'unione fra persone e popoli diversi ed in lotta fra di loro.
Il progetto di Barenboim, è un grande esempio: in collaborazione con l'intellettuale palestinese E. ha fondato la West-Eastern Divan Orchestra, un'orchestra composta da musicisti arabi e israeliani.
Che si è anche esibita nel 2005 in un concerto unico a Ramallah.
C. Abbado, per tornare a dirigere la filamornica della Scala, ha chiesto che a Milano vengano piantati 90.000 alberi.
E comunque, il successo del programma, ha domostrato che in prima serata, in televisione è possibile proporre programmi di spessore.
Giovedì sono tornata a casa abbastanza tardi, e non volevo perdere tempo a preparare una cena laboriosa, che non mi avrebbe consentito di poter vedere, e sentire, il programma fin dall'inizio.
E così ho accompagnato il salmone affumicato con una cruditè di finocchi, conditi con un filo d'olio e del pepe rosa, olive verdi e nere, una salsina allo yogurt e pane tostato.
In estrema sintesi, più che una ricetta un'idea, ma il risultato finale è stato davvero buono.
Questo piatto si potrebbe considerare sia un secondo, o una cena leggera, o un antipasto.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Antonella, Non lasciamoci infinocchiare!
Puoi leggere questa ricetta anche su Report on Line.


Salmone affumicato con finocchi e crema allo yogurt
100 g. di salmone affumicato,
2 finocchi medi,
125 g. di yogurt bianco,
olio extravergine d'oliva.













