Maritozzi romani con la panna
Le ore della mattinata sono state leggere e gioiose, musica in sottofondo, conversazione agile e allegra, tintinnio di tazzine e cucchiaini e tante buone cose da mangiare.
Una domenica mattina di inizio novembre. Una domenica umida e piovosa che ispirava casa, forno acceso, lettura, tè, insomma i soliti cliché delle giornate autunnali uggiose.
cardamomo & vaniglia abbinamento perfetto!
Avete presente quel felice momento subito dopo pranzo, quando l’atmosfera si rilassa, “le luci si abbassano“, l’atmosfera diventa più intima e la conversazione prende una piega morbida ed interessante?
Ecco, io adoro quell’atmosfera rilassata e colloquiale. Mi piace quel felice momento che tra un sorso di caffè e l’altro la conversazione diventa intima e spesso molto interessante.
Chiacchiere al forno all'aroma di limone
Bla, bla, bla, bla, bla, bla. No, non ho trascorso l'intero fine settimana a conversare, anzi, ho fatto un miliardo di cose. Le chiacchiere, le ho preparate qualche settimana fa, la mia proposta di Carnevale per il blog della Molini Pivetti
Solitamente, mi dedico poco alla preparazione dei dolci, preferisco di gran lunga le pietanze salate, però, di tanto in tanto un dolcetto mi piace mangiarlo e cosa ancora più importante mi rilassa prepararlo.
La pasticceria ha un fascino e una magia, decisamente unici. Ogni ingrediente deve essere accuratamente pesato, un grammo di questo, due di quell'altro. Talvolta, preparare un dolce mi ricorda quando, ai tempi della tesi, in laboratorio pesavo e ripesavo, fino ad ottenere la giusta grammatura.
Non è il caso delle chiacchiere, dove, qualche piccola variazione si può fare. La ricetta è semplice, non certo alta pasticceria. Come tutti i dolci carnevaleschi, gli ingredienti base sono farina, uova, lievito e qualche aromatizzante, generalmente vaniglia e limone.
Dolcetti al limone con yogurt, mela e uvetta
In questi giorni sto leggendo un libro di una scrittrice americana, scoperta per caso mentre ero in biblioteca e cercavo qualche libro che mi stimolasse, uno scrittore che ancora non conoscevo, qualcosa che lasciasse il segno.
Prendi un libro, guardane un altro, mi capita tra le mani un libro di Julia Glass, I dolci ingredienti del destino. Il titolo mi sembrava banale e scontato, la copertina lasciava presumere il solito romanzetto rosa ben confezionato e la trama (di solito non la leggo, mi piace scoprire piano piano la storia) riassunta nella terza di copertina mi sembrava il sunto del titolo e della fotografia. In una sola parola: melensa. Però, qualcosa mi attirava, volevo un nuovo autore e leggendo il titolo in inglese: The whole world over comincia a stuzzicarmi. Ma cosa c'entra The whole world over con i dolci ingredienti del destino? Bah!
Approfondendo meglio, leggo che col libro d'esordio (disponibile in un'altra sede della biblioteca) Tre volte giugno, Julia Glass aveva vinto il prestigioso National Book Award, onore spettato anche a Jonathan Franzen con Le correzioni (e chi legge il mio blog sa quanto abbia amato quel libro e il successivo Libertà .)
Okkei, è fatta. Prendo in prestito il libro e inizio a leggerlo. Bellissimo. Coinvolgente. Scritto benissimo. Pieno di umanità . Una storia corale che si svolge tra New York e il New Mexico.
Ho amato la maggior parte dei personaggi e dopo averlo letto, come mi succede per i libri che amo davvero molto, ho aspettato molti giorni prima di cominciarne un altro, ovvero Tre volte giugno, nel frattempo prenotato in biblioteca e già in attesa di essere letto.
Se I dolci ingredienti del destino (insisto, un titolo orribile e che non rende giustizia al libro) mi era piaciuto, Tre volte giugno mi ha folgorata. E' la storia di una famiglia scozzese e nello specifico del figlio maggiore, trasferitosi a New York, che si svolge nell'arco di un decennio.
La trama è bella, interessante, coinvolgente, ma se non si sceglie un libro per la copertina, non si sceglie nemmeno per la trama, altrimenti ci leggiamo Sophie Kinsella. :-)
Tre volte giugno è un affresco. Il libro è permeato da una grande compassione e un forte senso etico. Ma è anche un libro intriso di dolore e nel contempo di vita.
Terminata la lettura, ci ho messo diverse settimane per decidere di leggere altro, il libro mi aveva colpito profondamente e volevo continuare a pensare, meditare su quanto letto.
Poi, ho letto ancora un altro libro di Julia Glass, Quanti giorni dopo di lei che mi è piaciuto ma non quanto gli altri, soprattutto non quanto Tre volte giugno.
Intanto ho letto che stavano per pubblicare in Italia il suo quarto libro e nel frattempo ho comprato I dolci ingredienti del destino e Tre volte giugno.
Qualche giorno fa ho comprato ed iniziato a leggere il suo ultimo libro L'oscura sacralità della notte e sono piena di perplessità .
Il libro è bello, scritto bene, i personaggi sono ricchi, ma tutto mi sembra più fioco, meno intenso. Decisamente in tutto meno degli altri.
Quello che mi lascia perplessa è che la storia in un certo qual modo completa Tre volte giugno. Quello che era stato lasciato indefinito, qui viene chiarito. E' come se la storia fosse narrata da un altro punto di vista, quello della famiglia del coprotagonista.
E questo in fondo in fondo non mi piace. Non mi piace perché se nella vita personale amo la chiarezza e non mi piace lasciare le cose indefinite, la vita è indefinita. Molte cose lo sono. Per quanto possiamo volere chiarezza e definizione, ci sono eventi che ci sfuggono e restano un po' così. In un limbo. E solo nei romanzetti c'è una definizione di ogni evento, ogni dettaglio.
Nei buoni romanzi, molte cose restano leggermente vaghe, e in quella leggera vaghezza, indeterminatezza, il lettore trova lo spazio per meditare, pensare etc etc.
Comunque sono arrivata a più di metà del libro e poi vi dirò.
Intanto tra una lettura e l'altra, e tra una cosa e l'altra da queste parti si continua a mangiare e a cucinare.
E soprattutto si continua a bere tè, buon tè, e contrariamente alle mie abitudini, il buon tè, stavolta l'ho accompagnato con dei dolcetti, semplici semplici, yogurt, uva passa e mele.
Leggeri e golosi, si abbinavano alla perfezione allo Snow Chrysanthemum un tè molto morbido e naturalmente dolce.

Dolcetti al limone con yogurt, mela e uvetta
200 g. di farina 00, oiù un po'
30 g. di germe di grano,
2 uova,
150 g. di yogurt,
1/2 mela annurca,
30 g. di miele al mandarino,
la scorza e il succo di un limone bio,
un cucchiaio di uva passa,
16 g. di lievito per dolci,
3 cucchiai di olio extravergine di oliva, più un po'
un pizzico di sale.
Montate a neve ferma uova, miele e sale. Aggiungete lo yogurt, il succo di limone e l'olio e continuate a montare. Con movimenti fluidi s delicati e dal basso verso l'alto aggiungete la farina, un cucchiaio alla volta, alternandola con la mela precedentemente tagliata a pezzettini e l'uvetta precedentemente ammollata.
Mescolate delicatamente e ponete l'impasto in uno stampo da muffin, precedentemente oliato e cosparso di farina.
Ponete lo stampo nel forno a 180° e lasciate cuocere per circa 25 minuti. Come sempre vale la prova stecchino.
Crostatine con confettura di ciliegie
Semplicità , semplicità , semplicità . Lo sapete, sono innamorata, di questo concetto. La semplicità non è banalità , anzi, è proprio il contrario, ovvero, la ricerca del bello e della perfezione, partendo da un'eccellente materia prima.
Semplicità è un pullover dalle linee pulite asciutte, realizzato con lana cachemire.
Semplicità è un mobile realizzato con un legno pregiato.
Semplicità è un piatto preparato con ingredienti di eccellente quantità e tanto amore.
Cioccolatini con farro soffiato, nocciole, scorze di limone
Qualche giorno prima di Natale, ho partecipato ad un incontro tanto goloso quanto interessante, organizzato dalla Whirlpool.
Un bellissimo pomeriggio, cominciato con una full immersion nell'atmosfera natalizia.
Un giro in centro, un'occhiata alle vetrine, una passeggiata nel mercatino organizzato nella zona del Duomo.
Una serie di bancarelle, ricche di prodotti tipici e decisamente adatti al periodo delle feste.
Pur preparando pochissimi dolci, mi ha incantata la bancarella che vendeva la frutta candita.
Bellissima, profumata, già la immaginavo negli struffoli, o nei dolci tipici del periodo natalizio.
Pandorino farcito con crema al mascarpone
Tutto è cominciato quest'autunno al lago. Lago? Pandoro? Natale? Piano, che vi racconto tutto.:-)
Dunque, arriviamo al lago, in un tardo pomeriggio di inizio novembre, con le idee molto chiare.
Molte passeggiate (entrambi), tante fotografie (io), leggere tanto (entrambi), mangiare bene, senza stare troppe ore in cucina (entrambi), ascoltare musica, molta musica, sopratutto jazz (lui).
L'imperativo era in parola: relax! relax! relax!
Torta di mele semi integrale con noci, nocciole e mandorle
Sono convinta che alcune ricette siano magiche, ovvero non sono dei semplici piatti, ma hanno con se una storia.
La storia delle nostre radici, della nostra infanzia, delle nostre tradizioni culturali, delle nostre scelte, di un giorno felice, di una stagione, come nel caso della ricetta di oggi.
Dici torta di mele e in un attimo pensi all'autunno, alla pioggia che batte sui vetri, ad una tazza di tè caldo, ad una passeggiata nel bosco, ai colori accesi, forti, vividi che caratterizzano questa - almeno per me - meravigliosa stagione.
Crostata con marmellata di arance e mandorle abbinata a crema pasticcera alla vaniglia
Anche se non sono golosa di dolci, adoro la crostata. Mi piace il suo guscio friabile, farcito con crema, marmellata, frutta, frutta secca e così via.
Uno scrigno goloso, ricco di una farcitura golosa.
La crostata presentata oggi, l'ho preparata la scorsa estate, in una di quelle domeniche dal tempo incerto che fa già presagire l'autunno.
Una domenica da passeggiata al parco, tè caldo, mani in pasta e....testa fra le nuvole.
Tortine con cranberries e cioccolato fondente
Fine settimana intenso. Venerdì sono stata alla conferenza stampa della Canon, dove sono state presentate una serie di novità e delle nuove macchine fotografiche ed obiettivi, dei veri gioielli, dei quali, manco a dirlo mi sono follemente innamorata, ma non vi anticipo nulla, vi racconterò tutto con calma.
Domenica, poi, ho partecipato ad Identità Golose, il congresso di cucina internazionale, ideato da Paolo Marchi, un concentrato di cultura gastronomica, eccellenze alimentari, importanti lezioni di cucina.
Ad ogni edizione imparo qualcosa e il mio bagaglio si arricchisce ulteriormente.
Ma anche di questo ve ne parlerò in dettaglio.

















