Così, abbiamo pensato di organizzare un incontro per parlare di letteratura in generale, e di quella francese in particolare, infatti il libro al quale mi riferisco è Papà Goriot.
Decidiamo di organizzarlo a casa sua, invitiamo un pò di amici, scartiamo l'idea di comprare delle pizze di asporto e facendo un piccolo sforzo, ognuno di noi porta qualcosa che non necessiti di ulteriori cotture.
Io, incerta fra mille opzioni, decido di rimanere in ambito letterario/francese per il dolce, portando le madeleines e di preparare una focaccia.
Così, consulto i miei libri di ricette, quaderni, appunti, e decido di preparne una di tre gusti diversi, abbinabile sia ai salumi che ai formaggi.
La focaccia con la cipolla mi piace molto, sapevo che un'amico avrebbe portato le alici marinate e decido che un pezzo l'avrei farcito proprio con le cipolle.
E gli altri due?
Semplice, uno con scamorza affumicata e salvia, un abbinamento inconsueto, ma delizioso.
Ottimo con i salumi più delicati, l'altro con pochissima scamorza bianca, crescenza, noci e nocciole, molto buono abbinato con i salumi dal gusto più deciso.
L'idea è piaciuta a tutti, e fra una valutazione di Balzac, Parigi, Proust e le madeleines, l'Italia ha "trionfato" con questa focaccia.
Nel primo fine settimana di maggio si celebra la giornata mondiale del tè - Tea Appreciation Day.
In Italia, tra sabato e lunedì, in varie località , si è festeggiata questa ricorrenza.
La giornata mondiale del tè, non è solo un inno a questa meravigliosa bevanda, ma è anche un'autentica celebrazione dell'amicizia, un modo per incontrarsi con gli amici, ma anche per conoscere nuove persone, amanti del tè e della convivialità .
Di solito, in tutto, o quasi, il mondo, viene organizzata nei parchi cittadini.
I partecipanti si dispongono in circolo, per non creare angoli e quindi punti di discontinuità .
Ogni partecipante porta l'occorrente per preparare il tè per se e per le prime tre persone alla sua destra.
Può offrire qualunque tipo di tè, bianco, verde, oolong, nero e così via. Servito nelle tazze che più ama, o che in quell'occasione ha deciso di portare.
Un rito bellissimo e festoso, un modo per condividere con altre persone il tè che più ami, o che per quella volta vuoi provare, nelle tazze che ritieni più adatte, al tè, o all'umore del momento...
Un rito di generosità , ma anche di fiducia, infatti, al partecipante viene offerto il tè, dalla persona alla tua sinistra. E "rischiare" di bere un tè che non ti piace.
In Italia, tra sabato e lunedì, in varie località , si è festeggiata questa ricorrenza.
La giornata mondiale del tè, non è solo un inno a questa meravigliosa bevanda, ma è anche un'autentica celebrazione dell'amicizia, un modo per incontrarsi con gli amici, ma anche per conoscere nuove persone, amanti del tè e della convivialità .
Di solito, in tutto, o quasi, il mondo, viene organizzata nei parchi cittadini.
I partecipanti si dispongono in circolo, per non creare angoli e quindi punti di discontinuità .
Ogni partecipante porta l'occorrente per preparare il tè per se e per le prime tre persone alla sua destra.
Può offrire qualunque tipo di tè, bianco, verde, oolong, nero e così via. Servito nelle tazze che più ama, o che in quell'occasione ha deciso di portare.
Un rito bellissimo e festoso, un modo per condividere con altre persone il tè che più ami, o che per quella volta vuoi provare, nelle tazze che ritieni più adatte, al tè, o all'umore del momento...
Un rito di generosità , ma anche di fiducia, infatti, al partecipante viene offerto il tè, dalla persona alla tua sinistra. E "rischiare" di bere un tè che non ti piace.
In Italia, parlo per Milano, non è stato possibile organizzare tutto questo nei parchi cittadini, e pensare che alcuni sono bellissimi, e quindi la Sig.ra Barbara Sighieri, esperta di tè e proprietaria de La Teiera eclettica, ha organizzato una degustazione lunedì, nel suo negozio.
Come sempre è stato un viaggio appassionante, che ha coinvolto tutti i sensi, in questo mondo, vasto, sconfinato, e, almeno per un tè, più vicino di quanto si possa immaginare.
Il primo tè degustato è stato un rarissimo tè verde cinese "Zhu Ye Qing" raccolto e prodotto prima della festa di Qing Ming, dal sapore dolce e delicato, e dal piacevole retrogusto di asparago.
Oggi non avevo in programma scampagnate, o cose particolare, ma un'aria primaverile, tiepida, con un pò di sole mi avrebbe fatto piacere.
Invece fuori è tutto grigio, il cielo nuvoloso, e di aria primaverile neanche l'ombra!
E vabbè, leggerò. In questi giorni ho intrapreso la rilettura de Le correzioni, scritto da J. Franzen, uno scrittore americano contemporaneo, che molti paragonano, per spessore letterario a P. Roth e P. Auster.
Sarà che di Franzen ho letto solo questo libro, mentre di Roth e di Auster ho letto quasi tutto, ma Franzen, pur piacendomi moltissimo e trovando Le correzioni molto bello e significativo, non riesce a darmi le stesse emozioni di P. Roth e di P. Auster.
Comunque, credo, sia un fattore soggettivo, infatti, la lettura, oltre ad avere una componente logico - razionale, è anche un qualcosa di viscerale.
Quanto al sole, colorerò la giornata con questi rigatoni preparati con un semplice ragù di verdure e triglie.
Un abbinamento perfetto, buono e sano.
Un piatto molto mediterraneo: olio extravergine d'oliva, verdure e pesce.
Come verdure ho scelto le zucchine col fiore, si cucinano in pochi minuti, mantenendo la giusta croccantezza, la carota, per dare un tono dolce e colorato, il cipollotto di Tropea, in stagione, nella mia cucina non manca mai, e i datterini perchè volevo realizzare un ragù con verdure cotte velocemente, e che mantenessero il loro sapore.
La triglia è un pesce che mi piace molto, ed è veramente versatile.
Per dare enfasi al ragù, oltre al peperoncino, ho aromatizzato la pasta, pronta e condita con zeste di limone, che ha fatto da piacevole contrasto alla dolcezza dei datterini, del cipollotto e delle carote.
Avevo anche pensato di preparare con gli avanzi delle triglie un fumetto di pesce, ma come al solito, non avevo tempo.
Invece fuori è tutto grigio, il cielo nuvoloso, e di aria primaverile neanche l'ombra!
E vabbè, leggerò. In questi giorni ho intrapreso la rilettura de Le correzioni, scritto da J. Franzen, uno scrittore americano contemporaneo, che molti paragonano, per spessore letterario a P. Roth e P. Auster.
Sarà che di Franzen ho letto solo questo libro, mentre di Roth e di Auster ho letto quasi tutto, ma Franzen, pur piacendomi moltissimo e trovando Le correzioni molto bello e significativo, non riesce a darmi le stesse emozioni di P. Roth e di P. Auster.
Comunque, credo, sia un fattore soggettivo, infatti, la lettura, oltre ad avere una componente logico - razionale, è anche un qualcosa di viscerale.
Quanto al sole, colorerò la giornata con questi rigatoni preparati con un semplice ragù di verdure e triglie.
Un abbinamento perfetto, buono e sano.
Un piatto molto mediterraneo: olio extravergine d'oliva, verdure e pesce.
Come verdure ho scelto le zucchine col fiore, si cucinano in pochi minuti, mantenendo la giusta croccantezza, la carota, per dare un tono dolce e colorato, il cipollotto di Tropea, in stagione, nella mia cucina non manca mai, e i datterini perchè volevo realizzare un ragù con verdure cotte velocemente, e che mantenessero il loro sapore.
La triglia è un pesce che mi piace molto, ed è veramente versatile.
Per dare enfasi al ragù, oltre al peperoncino, ho aromatizzato la pasta, pronta e condita con zeste di limone, che ha fatto da piacevole contrasto alla dolcezza dei datterini, del cipollotto e delle carote.
Avevo anche pensato di preparare con gli avanzi delle triglie un fumetto di pesce, ma come al solito, non avevo tempo.
Anche per il pane postato oggi ci vuole tempo. Il tempo di preparare la biga, che in realtà è abbastanza veloce, quello della lievitazione della stessa, e la preparazione dell'impasto per il pane.
Anche questa ricetta, l'ho vista nel corso sul pane fatto presso la Scuola de La Cucina Italiana, in questo caso, invece del poolish, è stata utilizzata la biga, una sorta di proto lievito madre, che rende il pane più aromatico e saporito.
La biga, inoltre, rende il pane più leggero, e allo stesso tempo più fresco per diversi giorni.
La rivista La Cucina Italiana, oltre, ovviamente alle ricette, ha una serie di rubriche, tutte molto interessanti.
Una di queste è l'intervista fatta ad un persona famosa, privilegiando pittori, scultori, musicisti, artisti in generale.
Le domande, mese dopo mese sono sempre le stesse, e le mie preferite sono: "qual'è il tuo primo ricordo legato alla cucina?", l'altra: "qual'è la tua idea del lusso?".
La prima mi piace perchè, il ricordo, l'emozione legata ad un piatto è indice di tanti fattori: le radici, la cultura, il luogo di nascita, il ricordo di un familiare, una giornata speciale e così via.
Se la domanda venisse posta a me, senza esitazioni, risponderei gli gnocchi alla sorrentina.
E' il piatto che mia madre mi preparava per il mio compleanno, quando voleva rendermi felice, per rendere festosa una giornata qualunque.
La risposta relativa all'altra domanda, almeno per me, è ancora più semplice, per me il lusso, il vero lusso è il tempo.
Certo, non sono insensibile ad un bel vestito, ad un mobile per la raccolta delle mie tazze da tè, e potrei continuare a lungo.
Ma il vero lusso, per me, sarebbe potermi dedicare a tutte le cose che mi piacciono, con maggiore frequenza, senza fretta, senza dover sempre correre.
Leggere tranquilamente per ore, giocare col mio gatto, fare colazione con calma con mio marito, passeggiare, girare, fotografare, e cucinare tutti i giorni con tranquillità .
Una di queste è l'intervista fatta ad un persona famosa, privilegiando pittori, scultori, musicisti, artisti in generale.
Le domande, mese dopo mese sono sempre le stesse, e le mie preferite sono: "qual'è il tuo primo ricordo legato alla cucina?", l'altra: "qual'è la tua idea del lusso?".
La prima mi piace perchè, il ricordo, l'emozione legata ad un piatto è indice di tanti fattori: le radici, la cultura, il luogo di nascita, il ricordo di un familiare, una giornata speciale e così via.
Se la domanda venisse posta a me, senza esitazioni, risponderei gli gnocchi alla sorrentina.
E' il piatto che mia madre mi preparava per il mio compleanno, quando voleva rendermi felice, per rendere festosa una giornata qualunque.
La risposta relativa all'altra domanda, almeno per me, è ancora più semplice, per me il lusso, il vero lusso è il tempo.
Certo, non sono insensibile ad un bel vestito, ad un mobile per la raccolta delle mie tazze da tè, e potrei continuare a lungo.
Ma il vero lusso, per me, sarebbe potermi dedicare a tutte le cose che mi piacciono, con maggiore frequenza, senza fretta, senza dover sempre correre.
Leggere tranquilamente per ore, giocare col mio gatto, fare colazione con calma con mio marito, passeggiare, girare, fotografare, e cucinare tutti i giorni con tranquillità .
La settimana scorsa ho partecipato ad un'altra degustazione di tè. Questa volta l'oggetto erano i tè bianchi, molto rari e pregiati.
La degustazione, al pari delle altre si è svolta presso la Scuola de La Cucina Italiana, guidata dall'esperta di tè, Sig.ra Barbara Sighieri.
I tè bianchi, spesso erroneamente classificati come una sottofamiglia dei tè verdi, rappresentano una famiglia a se.
Già nel 1107, in Cina, nel Fujian si parlava di tè bianchi.
Le zone di produzione di questi meravigliosi tè sono, il Fujian, lo Yunnan e lo Zhejiang.
Mentre i migliori tè bianchi, dai quali provengono anche i primi tre degustati, derivano dai cultivar, Big White, Small White e Narcisuss.
Si raccolgono, manualmente, una volta all'anno, in primavera.
La tipologia di raccolta delle foglie, unitamente alla loro qualità , in pratica per un tè bianco si raccoglie solo la gemma - la parte più pregiata del tè - e le prime due foglie, ne determina la rarità , la pregiatezza e l'alto costo.
Spesso, per non rovinare e ossidare le foglie col sudore, si utilizzano solo le unghie.
Si racconta che in passato, il raccolto veniva eseguite da ragazze vergini, in guanti.
La degustazione, al pari delle altre si è svolta presso la Scuola de La Cucina Italiana, guidata dall'esperta di tè, Sig.ra Barbara Sighieri.
I tè bianchi, spesso erroneamente classificati come una sottofamiglia dei tè verdi, rappresentano una famiglia a se.
Già nel 1107, in Cina, nel Fujian si parlava di tè bianchi.
Le zone di produzione di questi meravigliosi tè sono, il Fujian, lo Yunnan e lo Zhejiang.
Mentre i migliori tè bianchi, dai quali provengono anche i primi tre degustati, derivano dai cultivar, Big White, Small White e Narcisuss.
Si raccolgono, manualmente, una volta all'anno, in primavera.
La tipologia di raccolta delle foglie, unitamente alla loro qualità , in pratica per un tè bianco si raccoglie solo la gemma - la parte più pregiata del tè - e le prime due foglie, ne determina la rarità , la pregiatezza e l'alto costo.
Spesso, per non rovinare e ossidare le foglie col sudore, si utilizzano solo le unghie.
Si racconta che in passato, il raccolto veniva eseguite da ragazze vergini, in guanti.
Ottima gustata in purezza, elemento principe di moltissimi dolci del Sud Italia, giusto per indicarne un paio, i cannoli alla siciliana e le sfogliatelle napoletane, e potrei continuare a lungo, deliziosa nelle preparazioni salate.
Queste polpettine sono nate proprio da queste considerazioni.
Ovvero, mentre ero in fila al banco gastronomia, ed avevo molta fame, lo so, momento pessimo per fare la spesa, mi sono lasciata tentare da vari tipi di ricotta, e detto fatto, mi sono trovata nel frigo, un bel pò di ricotte da smaltire.
E poichè non amo avere il frigo stipato di ingredienti deperibili, con qualche fetta di prosciutto crudo da consumare, qualche erba aromatica, un pizzico di spezie e un pò di fantasia, ho preparato queste polpettine.
Deliziose! Le erbe aromatiche, nello specifico salvia e rosmarino, hanno profumato le polpettine e la noce moscata e l'uva passa hanno regalato una nota calda.
Inoltre la cottura in forno le ha rese leggere.
I broccoli cotti al vapore, e conditi con un filo d'olio extravergine hanno completato il piatto.
Pausa trascorsa in relax sul lago di Garda, pigramente in giro. Ho cucinato poco, alla fine non ho preparato neanche più il casatiello, una delle preparazioni pasquali che maggiormente amo, in pratica la pasta del pane, condita con lo strutto, anche se io uso l'olio, e farcita con formaggi, salumi e insaporita da tanto tanto pepe.
In compenso mi sono rilassata, ho letto, ho girato un pò, e mi sono sbizzarita a fotografare.










